Sicurezza
Dalla crisi il crollo del valore delle case In pochi anni perso il 42 per cento
MONTECATINI. La crisi del termalismo e del turismo non ha colpito solo gli addetti ai lavori, ma in maniera indiretta anche tutti i cittadini, con effetti devastanti sul loro portafogli. Un dato su tutti: in pochi anni il valore delle case si è quasi dimezzato, con perdite ben maggiori rispetto ad altre zone del Paese. Ne parlerà Stefano Rosignoli (Banca d’Italia), che ha studiato l’andamento dei flussi turistici e l’economia di Montecatini e che assieme a Simone Bertini dell’Irpet presenterà, nell’ambito del convegno “Terme di Montecatini patrimonio dell’Umanità: prospettive per lo sviluppo del territorio” (oggi alle 15 al Croce di Malta) una relazione al titolo “Flussi turistici, attività commerciale e valori immobiliari: i trend degli ultimi anni”.
Negli ultimi anni, si sa, il settore termale ha subìto una prolungata crisi, dovuta ai cambiamenti di abitudini e svago dei turisti. Tutti i comuni termali hanno conosciuto un calo di presenze, con una riduzione di posti letto ed esercizi commerciali, ma anche dei prezzi delle abitazioni.
«La crisi strutturale – spiega Rosignoli – ha marcato Montecatini più di altre località: anche se le presenze turistiche sono cresciute del 5,2% tra il 2009 e il 2019, la città ha ridotto il numero di alberghi e negozi. Perdita che si ripercuote sul territorio anche dal punto di vista urbanistico, con fondi vuoti e stabili in decadimento non piacevoli da vedere in una destinazione turistica».
Particolarmente marcato è stato il deprezzamento delle abitazioni che ha colpito tutta l’Italia (con un calo del 20%) ma che secondo Rosignoli è risultata particolarmente grave a Montecatini, con una perdita di valore superiore al 42%. «Un deprezzamento di questo livello – dice lo studioso – non è congiunturale, tale da poter far sperare un imminente rialzo per potenziali investitori: è invece legato all’eccesso di offerta (abitazioni) rispetto alla domanda e potrà risollevarsi solo con un nuovo rilancio dell’economia locale, che trascinerà l’occupazione e il trasferimento in ingresso di nuovi residenti».
Malgrado questa deludente fotografia, esistono possibili strade di sviluppo. «La crisi non ha colpito tutti allo stesso modo: ci sono stati comuni che, negli ultimi dieci anni, sono riusciti a mantenere una quota costante di presenze e strutture ricettive. Comuni dinamici, pronti a ripensare la propria offerta turistica e che hanno avuto nuove idee di utilizzo del territorio. Montecatini nella fase post-pandemica potrà uscire dalla crisi se tutti gli attori concentreranno le energie in un progetto unico, condiviso e portato avanti per un sufficiente numero di anni».
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