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Montecatini

il futuro della città 

Uffizi diffusi, Excelsior scelte con altre tre sedi toscane

David Meccoli
Uffizi diffusi, Excelsior scelte con altre tre sedi toscane

L’annuncio del presidente della Fondazione Caript in assemblea dei soci Un investimento da una decina di milioni che potrebbe salvare le Terme

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David Meccoli

MONTECATINI. È un po’ come nei film di Tarzan, con la mano che ti afferra quando stai per essere risucchiato dalle sabbie mobili. Eccolo il vero “piano B” per le Terme, forse non risolutivo, ma certo in grado di dare una svolta a una situazione stagnante e che non ha scaldato l’ambiente nemmeno con l’interessamento all’acquisto della maggioranza delle azioni da parte di una società londinese. L’ancora di salvezza arriva dalle parole del presidente della Fondazione Caript Leonardo Zogheri, pronunciate ieri in l’assemblea dei soci. «La documentazione che è stata inviata dalla Regione al Ministero in relazione al Pnrr – ha detto Zogheri – prevede esclusivamente quattro sedi come destinatarie dei fondi».

Il presidente fa esplicito riferimento al progetto di realizzazione degli Uffizi diffusi, e tra le quattro location scelte c’è anche Montecatini con le sue Terme Excelsior. Un progetto di cui si parla dall’inizio dell’anno, quando si era diffusa la notizia in seguito alla visita in città da parte del direttore della galleria fiorentina Eike Schmidt, orientato a far acquisire al “proprio” museo una dimensione espositiva regionale. È proprio nello stabilimento di viale Verdi, infatti, che le opere “nascoste” nei depositi del più importante museo d’Italia (in molti casi mai esposte al pubblico) potrebbero tornare a vedere la luce. Sarà un investimento fortissimo, forse il più importante fatto sul territorio, quello che potrebbe destinare la Fondazione al progetto “Uffizi diffusi”. Se, infatti, per l’acquisto delle Terme Excelsior l’ultima stima parlava di un valore di 5,9 milioni di euro, aggiungendo spese di ristrutturazione (e qui si attende l’aiuto della Regione), adeguamento dei locali alle nuove esigenze, arredamento eccetera, l’impegno totale sarà non inferiore ai 10 milioni.

«Un’operazione – ha detto ancora Zogheri – che coinvolge la Fondazione con l’acquisto del bene immobile, la Regione con la ristrutturazione dell’edificio e il Ministero con la fornitura (mi si passi il termine) delle opere da destinare al museo permanente». E la città può tornare a sognare.

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