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Donati alla biblioteca i quasi duemila libri del Fondo Piero Dini
Montecatini. Gli eredi del gallerista Piero Dini hanno deciso di donare 1936 volumi appartenuti al padre e alla madre Elena al comune di Montecatini. «Si tratta di un fondo librario di inestimabile valore – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Alessandro Sartoni – che rappresenta un vero e proprio spaccato del Novecento».
La cerimonia di donazione è avvenuta alla Biblioteca comunale di Villa Forini Lippi, presente Francesca Dini, figlia di Dino e anch’essa storica dell’arte. «I volumi – ha proseguito l’assessore – spaziano dalla pittura, alla musica alla politica e saranno disponibili, in consultazione, presso i locali della biblioteca. La recente adesione alla rete bibliotecaria provinciale consente poi a tutti gli studiosi di poter verificare se, nel Fondo Dini, vi sia qualche volume di loro interesse».
L’acquisizione di questa imponente mole documentaristica, ha comportato un intenso lavoro da parte del personale della biblioteca, che ha provveduto, oltre alla catalogazione dei volumi, anche alla compilazione delle schede identificative di ogni singolo testo. «Si è trattato di un impegno molto importante – ha affermato Nicola Di Monaco, responsabile della biblioteca – che abbiamo potuto affrontare anche grazie alla preziosa collaborazione di alcuni ragazzi che svolgono in questa sede il servizio civile. L’alto livello di informatizzazione della nostra struttura consentirà poi un riscontro nazionale, in tutte le reti telematiche bibliotecarie, dei titoli a nostra disposizione. Ciò vuol dire che tutti gli studiosi potranno conoscere l’entità e la composizione del Fondo Dini».
Nato nel 1930 a Montecatini, Piero si avvicinò al mondo dell’arte frequentando la galleria di famiglia, all’epoca in via del Salsero angolo via Toti. Durante gli anni Cinquanta, Montecatini era un vero e proprio crocevia artistico e culturale, con i più bei nomi della cultura europea che vi si davano convegno durante l’anno (ricordiamo fra gli altri Guttuso, Ferruccio Messalich e Emilia Cardona). «Fu in questo clima effervescente che mio padre conobbe Romolo Monti, grande artista e storico dell’arte, che instillò in lui la passione per i macchiaioli e post macchiaioli. La mostra del 1987 su Telemaco Signorini fu l’apoteosi di questa sua opera divulgativa».
La sistemazione del Fondo ha riservato anche delle sorprese: «All’interno di alcuni volumi – ha detto Cristina Gallerini – abbiamo trovato appunti con dediche (fra cui uno di Nora Galli Andreini) e 2 cataloghi di mostre degli anni ’70 che credevamo non più esistenti».
Giancarlo Fioretti
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