Il Tirreno

Montecatini

la cittÀ del futuro 

Ciaffi (Politecnico): «Così Montecatini può rilanciare il proprio turismo»

David Meccoli

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David Meccoli

Montecatini. La fortuna di trovarsi in una regione – la Toscana – da sempre attenta alle tematiche partecipative. E poi le opportunità offerte dal Terzo settore sul fronte dell’urbanistica partecipata e qualche suggerimento su come muoversi prendendo spunto da chi, almeno in parte, lo ha già fatto (per esempio Canelli, nelle Langhe piemontesi). Si concentrerà su questi temi l’intervento di Daniela Ciaffi, sociologa e docente al Politecnico di Torino, che al convegno “Terme di Montecatini patrimonio dell’Umanità: prospettive per lo sviluppo del territorio” (sabato al Grand Hotel Croce di Malta) parlerà di “Ripensare lo sviluppo del territorio: esperienze di progettazione partecipata”. «L’urbanistica – dice la professoressa Ciaffi – è una disciplina riservata agli esperti? La risposta di molti studiosi e responsabili pubblici è: non solo. Le trasformazioni della città e del territorio possono essere, infatti, straordinari laboratori di confronto tra cittadini, professionisti, policy maker. Occorre, però, curare azioni di comunicazione, animazione e consultazione».

La relatrice, che negli ultimi vent’anni ha studiato e animato esperienze molto variegate, illustrerà casi scelti dal panorama nazionale e internazionale che possano aiutare Montecatini a riflettere su opportunità e rischi. La partecipazione si attua infatti in modi e con esiti diversi in relazione ai contesti culturali in cui viene praticata, ma porta comunque con sé il vantaggio di un’argomentazione pubblica delle scelte politiche e tecniche in base alle quali i luoghi in cui viviamo si trasformano. «Montecatini – prosegue Ciaffi - può guardare al futuro andando oltre il tradizionale binomio pubblico-privato, verso la costruzione di nuove alleanze tra soggetti pubblici, privati, del terzo settore, ma anche singoli cittadini e gruppi informali per la rigenerazione di beni comuni materiali e immateriali. In questo percorso può avvalersi di una regione, come la Toscana, che per ciò che riguarda la partecipazione è all’avanguardia a livello nazionale. E poi c’è il mondo dell’associazionismo, un’altra punta di diamante regionale (per esempio con l’eccellenza del Cesvot), che può facilitare l’incontro tra territorio e sostenibilità».

Ciaffi racconterà anche l’esperienza vissuta a Canelli, che «per certi versi ricorda Montecatini a causa dei tanti immobili in disuso o sottoutilizzati» e che ha cambiato volto grazie a un piano del traffico ridisegnato, a un’architettura contemporanea rivalutata e alla pedonalizzazione del centro, con processi partecipativi che hanno coinvolto anche i grandi gruppi industriali da una parte e le comunità straniere dall’altra. E dalla sua relazione si cercherà di capire se il “modello Canelli” possa essere o meno applicabile anche a Montecatini.

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