Sicurezza
Ai profughi afghani corsi di lingua e un aiuto per trovare lavoro
Firmato a Pistoia un protocollo d’intesa tra prefettura, Comune, Caritas diocesane e Ufficio scolastico
Tiziana Gori
pescia. Erano arrivati ad agosto in più di 200, rischiando di sconvolgere, senza volerlo, gli equilibri dei due comuni valdinievolini in cui la loro presenza era più numerosa: Montecatini e Pescia. Per giorni discussioni e critiche nei confronti delle amministrazioni e alberghi che avevano accettato di ospitare i profughi avevano attraversato i due territori. Ma a prevalere era stata comunque la volontà di aiuto delle due comunità nei confronti dei 200 profughi afghani fuggiti dalla ferocia talebana.
Vestiti e generi alimentari in dono dalla Caritas e dalle famiglie, e anche la decisione da parte di alcune persone di ospitare qualche profugo. Si sapeva che tanti di loro non sarebbero rimasti qui, che la sistemazione era per molti temporanea, in attesa di intraprendere un nuovo viaggio verso parenti o luoghi dove costruirsi una nuova vita. Ma per quelli rimasti mettere a disposizione strumenti adeguati alla loro integrazione era, per le istituzioni, un passo obbligato.
Passo che ieri, in prefettura a Pistoia, si è concretizzato nella firma di un protocollo d’intesa tra le parti in causa chiamate a dare le risposte più importanti. C’erano, al tavolo del prefetto Gerlando Iorio, il sindaco del Comune di Pistoia Alessandro Tomasi, la presidente della Società della salute pistoiese Anna Maria Celesti, la dirigente del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti Margherita De Domicis, il direttore della Caritas diocesana di Pistoia Marcello Suppressa, il direttore della Caritas diocesana di Pescia, Maria Cristina Brizzi.
Obiettivo dell’intesa attivare sinergie tra gli enti firmatari e promuovere una rete territoriale di soggetti pubblici e privati, terzo settore e volontariato, che s’impegneranno a favorire iniziative per migliorare la qualità dell’accoglienza.
L’iniziativa promossa dal prefetto Iorio prevede che, in favore dei 34 cittadini afghani rimasti - evacuati grazie all’operazione interforze “Aquila Omnia” e accolti dalla prefettura in strutture Cas della provincia siano implementati i servizi di integrazione. Ecco dunque l’attivazione di specifici percorsi di apprendimento della lingua e della cultura italiana e percorsi per favorirne l’inclusione lavorativa. L’ingresso nel mercato del lavoro insomma. L’intesa, precisa il prefetto, rimane aperta ad altri enti locali e associazioni che volessero aderire al protocollo.
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