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la protesta 

Sportello automatico in tilt e lunghe file nell’ufficio postale

Giancarlo Fioretti
Sportello automatico in tilt e lunghe file nell’ufficio postale

Molti clienti di Poste italiane segnalano un cattivo funzionamento del Postamat Dalla sede di Firenze si impegnano a trovare una soluzione in tempi rapidi

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Giancarlo Fioretti

MONTECATINI. «Nei fine settimana difficilmente si riesce a prelevare allo sportello automatico dell’Ufficio postale di viale Amendola. Adesso però, le interruzioni si verificano anche durante i giorni feriali». È questo il refrain che ascoltiamo da molti clienti di Poste italiane che abitualmente si servono (o vorrebbero servirsi) del Postamat sul lato di via Puccini.

Negli ultimi giorni, quasi tutti coloro che volevano fare qualche prelievo o interrogare il proprio conto corrente hanno dovuto mettersi in fila agli sportelli. Di funzionare l’atm non voleva saperne, almeno in via continuativa.

I disagi del malfunzionamento di questo apparato si riflettono peraltro non solo di notte, ma anche durante il normale orario di apertura dell’ufficio. Questo perché molte operazioni vengono ormai abitualmente fatte proprio servendosi della dotazione automatica. «I bassi costi di gestione del conto corrente – ci dice Paola Voerckel – mi hanno spinto a diventare cliente di Poste Italiane e, per evitare le lunghe code all’ufficio di Montecatini, spesso mi servo dello sportello automatico. Negli ultimi giorni però, questo mi è risultato impossibile. E dire che ci ho provato sia in tarda mattinata che nel pomeriggio inoltrato. Questo mancato funzionamento mi ha costretto a una lunga attesa».

Sì, perché uno dei motivi della grande utilità dello sportello automatico è proprio questo. Le Poste si occupano di telefonia, di polizze Rca e anti infortunistiche, oltre che di piani di accumulo di capitale e di tanto altro ancora. I tempi in cui all’ufficio postale si andava solo per pagare un bollettino o spedire una raccomandata, sono tramontati per sempre. Questo fa sì che, a fronte di un numero di addetti pressoché immutato, le mansioni da svolgere si sono moltiplicate. Provocando, logicamente, code a non finire.

«Due giorni fa – ci dice la signora Edvige Colaiuda – sono passata davanti all’ufficio intorno alle 17. La coda dei clienti in attesa occupava gran parte del marciapiede davanti all’entrata. Dovevo fare una semplice interrogazione al mio conto, per verificare se un bonifico era stato registrato. Lo sportello automatico non funzionava e mi sono dovuta sorbire un’ora e mezza di coda prima di poter effettuare un’operazione che avrei potuto fare in pochi secondi».

Se comunque durante il giorno c’è la possibilità di accedere agli sportelli, di notte uno stop del suo funzionamento può provocare molti disagi. «Mio padre abita lontano – ci dice Giacomo, 17 anni studente – e ogni fine settimana mi carica la paghetta su una posta pay iunior. A causa dei suoi orari di lavoro, compie questa operazione nel tardo pomeriggio. Spesso mi è successo che, andando a prelevare intorno alle 20, ho trovato lo sportello automatico fuori servizio, costringendo mia mamma ad accompagnarmi all’ufficio di Margine Coperta».

Molti clienti in attesa ipotizzano che la colpa di tutto ciò sia di una certa utenza che tratta uno strumento delicato come un atm con ruvidità. «Sicuramente il disservizio provoca malumori – ci dicono dall’Ufficio comunicazione di Poste Italiane di Firenze – ma l’azienda si impegna a trovare una soluzione in tempi molto rapidi, sia questa una riparazione o anche una sostituzione dell’apparato, qualora ce ne fosse bisogno».



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