Sicurezza
Cala la produzione di olio e i prezzi salgono alle stelle
L’aumento provocato dagli effetti negativi delle gelate della scorsa primavera Panati (Oleificio di Vangile): «Ma la qualità del prodotto è davvero eccezionale»
Giancarlo Fioretti
Massa e cozzile. Produzione ridotta drasticamente a causa delle gelate di fine aprile e prezzo dell’olio extravergine di oliva in netto rialzo. Questa è la situazione descritta da Sandra Panati, responsabile dell’Oleificio sociale Valdinievole di Vangile, piccolo borgo pedecollinare ai piedi delle alture ove sorgono Massa e Cozzile.
Con oltre 400 soci che conferiscono la loro produzione a quella che è la realtà cooperativa più importante nel settore, l’Oleificio sociale di Vangile è alle prese da anni con un problema ancora più importante di quello costituito dai capricci di un tempo che, talvolta, pare impazzito. «La cura degli oliveti – afferma Sandra Panati – ormai non attira più le giovani generazioni. Purtroppo, manca totalmente il ricambio generazionale e, quando un socio viene a mancare oppure non è più in grado di provvedere alle varie operazioni necessarie per arrivare alla produzione, gli eredi quasi sempre non raccolgono il testimone che le generazioni precedenti cercano di porgere loro. Questo è un vero peccato perché, oltre al danno economico che ne consegue per tutto il territorio, ciò comporta anche un abbandono di terreni agricoli una volta fortemente ambiti».
Per far fronte a questa situazione, negli ultimi anni sono nate delle associazioni di lavoratori agricoli oppure delle vere e proprie aziende agricole che si occupano, esclusivamente, di effettuare la giusta manutenzione alle olivete, evitandone così l’abbandono. Il prodotto finito, viene di norma ripartito in percentuali molto vantaggiose per chi ha lavorato effettivamente.
Che il settore sia affanno, se non in crisi profonda, lo dimostrano i numeri occupazionali dell’oleificio. A fronte di un numero di addetti che, negli anni d’oro, oscillava sulle 6/7 unità, adesso per scaricare le olive e azionare gli ultramoderni macchinari del frantoio sono sufficienti 2 soli operai. «Questo dato – prosegue Sandra Panati – la dice lunga su quella che è la nostra situazione. Attualmente molti soci hanno già iniziato a raccogliere le olive. Il livello di resa è in linea con gli anni precedenti e la qualità dell’olio è veramente eccezionale. Tuttavia la quantità è veramente bassa, e questo farà sì che il prezzo del prodotto finito salirà rispetto alle annate precedenti».
Secondo le prime indicazioni, chi vorrà recarsi all’Oleificio Sociale della Valdinievole per gustare quella che, in fin dei conti, è un’eccellenza del nostro territorio, dovrà pagare circa 13 euro per ogni litro di extravergine. «Quest’importo – conclude la responsabile del frantoio – è comunque assai più contenuto di quello praticato da altre strutture affini. La nostra vocazione sociale e cooperativa ci spinge a praticare dei prezzi quanto più possibile accessibili a tutti. Vorrei inoltre far notare che il lievitare del prezzo è dovuto non soltanto al calo della produzione. I macchinari che utilizziamo nella lavorazione devono essere sottoposti annualmente a controlli e revisioni obbligatori. E questo è un costo che, se è ammortizzabile nelle annate buone, costituisce invece un vero e proprio fardello in quelle meno positive, come purtroppo paiono profilarsi all’orizzonte».
Per cercare di uscire dall’impasse, l’Oleificio sociale ha affittato, ormai da tempo, il ramo d’azienda che si occupa della ristorazione. Circa 10 anni fa furono effettuati importanti lavori di ristrutturazione, che permisero di ricavare un ambiente gradevole, accogliente e a norma di legge. L’ultima gestione pare riscuotere più successo delle precedenti e questo costituisce senz’altro una boccata d’ossigeno per una struttura costretta a combattere con i capricci del tempo e con lo scarso amore dell’uomo verso un territorio, quello collinare, che rende la Toscana famosa nel mondo.
Giancarlo Fioretti
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