Gioco
Il destino delle Terme si gioca a Londra in una società dove si parla italo-inglese
La International Tax Advisors Limited è l’unica ammessa a richiedere informazioni. Respinte le altre due richieste
David Meccoli
MONTECATINI. Il futuro delle Terme si gioca a parecchie centinaia di chilometri di distanza. Precisamente al trentasettesimo piano del One Canada Square, il secondo grattacielo più alto di Londra, stretto tra gli alti palazzi di Canary Wharf (il distretto direzionale dell’East End, sede di tutti i più importanti istituti bancari del mondo). È qui che ha la sede legale la International Tax Advisors Limited, l’unico soggetto che ha soddisfatto i requisiti richiesti dal bando pubblicato dalle Terme con l’obiettivo di cedere la maggioranza delle proprie azioni (oggi in mano a Regione e Comune).
Non sono state ammesse, invece, altre due proposte. A causa, come spiega l’amministratore unico della società Alessandro Michelotti, di una «documentazione non conforme». La prima, il gruppo Perseus della Repubblica Ceca, aveva già partecipato al primo bando (quello scaduto a settembre) ed era stata una delle “cause” della proroga dei termini in quanto la documentazione consegnata era risultata incompleta (ed evidentemente lo è era anche stavolta) . Così l’Au, ottenuto il mandato da parte dei soci pubblici, aveva deciso di riaprire il bando.
L’altro gruppo escluso ha sede a Bratislava, capitale della Slovacchia, ma anche in questo caso sono state riscontrate difformità rispetto ai «requisiti previsti dal bando per l’ammissione alla fase successiva a quella di preselezione» (come si legge in una nota delle Terme).
In definitiva la International Tax Advisors Limited è l’unica che adesso potrà proseguire nel percorso. La procedura entra ora infatti in una seconda fase, che culminerà con la presentazione di una formale offerta d’acquisto, da consegnare entro l’11 novembre da parte dei potenziali acquirenti. «Verrà aperta ora una data room – dice l’Au Michelotti – con codici di accesso per poter eseguire una “due diligence” sulla società e che porterà eventualmente alla presentazione di una offerta di acquisto irrevocabile».
La “Intax” (così si presenta sul suo sito internet) ha il core business nel settore tasse e finanze, ma ha anche altri investimenti in diversi campi dell’economia internazionale ed è guidata da un gruppo dirigente quasi tutto italiano, a cominciare dal Ceo e presidente, Stefano Fabbri (per altre informazioni si veda l’altro articolo) . Rappresentanti della società – si scopre ora – erano già venuti a fare un sopralluogo in città, avevano visitato gli stabilimenti termali e parlato con la dirigenza.
«Sono soddisfatto dell’esito della prima fase della procedura – commenta il sindaco Luca Baroncini – che dimostra, essendoci stata una manifestazione d’interesse, che il percorso intrapreso e condiviso con la Regione poteva effettivamente avere un buon esito. Essendo tanti i requisiti richiesti dal bando, c’è stata una selezione importante. Adesso manteniamo l’ottimismo, ma anche una certa cautela in vista della seconda fase della procedura, che porterà alla formalizzazione di un’offerta. E sono contento anche perché non ho mai nascosto il mio favore nei confronti dell’ingresso di capitali privati nella compagine societaria al fine di salvare l’azienda e rilanciarla (e con essa anche la città e il territorio). Spero davvero che tutto vada a buon fine: è un’opportunità storica che abbiamo per riuscire a risanare le Terme e portare così positive ricadute su tutta l’economia».
Trentacinque milioni di euro è la cifra che occorre per l’aumento del capitale sociale, a cui sarà applicato un sovrapprezzo dello 0,50% sul valore nominale, correlato all’acquisizione della maggioranza.
È richiesto inoltre un impegno a investire almeno 25 milioni nel rilancio della struttura termale nei prossimi due anni. E magari il nuovo piano industriale sarà predisposto al trentasettesimo piano di un grattacielo di Londra.
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