Finanza
Il Comitato del Palagio è pronto a “difendere” il centro storico
I promotori hanno deciso di dar vita a un organismo ufficiale con tanto di statuto per poter dialogare con i soggetti istituzionali e frenare la deriva verso il degrado
Annalisa Ercolini
PESCIA. Non è una novità che il centro di Pescia, purtroppo, sia fatiscente. I cittadini, da diversi anni, lamentano lo stato di abbandono. Quasi inesistenti le attività commerciali, scarsi o assenti i parcheggi per le auto, abbandono di differenti tipi di rifiuti con la conseguente “visita” di topi e ungulati. e come se non bastasse la mancanza di sicurezza laddove una volta era un luogo a portata di bambino. Nonostante le svariate segnalazioni da parte della popolazione, la situazione non è cambiata e così quest’estate, nel cuore di Pescia, in piazza Santo Stefano, si è tenuta un’assemblea pubblica condotta da un gruppo di promotori che, trascorsi alcuni mesi, hanno deciso di formare il comitato “Il Palagio”.
«Questa non è una zona densamente popolata – spiega il capofila Gian Michele Mostardini – nonostante il periodo di vacanza e la pioggia, la risposta alla riunione è stata positiva tanto che abbiamo pensato di chiedere alle persone di aderire formalmente al comitato».
Venerdì alle 17, 30 nella sala delle conferenze del Palazzo del Podestà il comitato prenderà vita con la prima assemblea degli aderenti e con tanto di statuto. Il pugno di fondatori è composto da Gian Michele Mostardini, Rita Degl’Innocenti, Elio Di Giovanni, Mandir Lioi, Debora Minghi, Nedi Natali, Claudio e Laila Benedetti. Il comitato ribadisce a grande voce priorità irrinunciabili: progettare una fase di investimenti nel centro storico per renderlo appetibile con attività commerciali e imprenditoriali e per nuovi residenti stabili; combattere l’attuale stato di degrado sia urbano che sociale; realizzare iniziative che possano rilanciare l’interesse culturale, storico-artistico per questa porzione di città; educare alla convivenza civile improntata alla salvaguardia dei beni comuni e all’accoglienza, nel pieno rispetto delle regole.
«Abbiamo inteso rappresentare il malessere che stava serpeggiando – spiega Mostardini – questa zona di Pescia si trova in uno stato di prostrazione a causa di una mancata progettualità a lungo termine. Non stiamo parlando delle emergenze che di volta in volta si sono presentate, bensì di qualcosa che riguarda la quotidianità. È necessario cooperare per mantenere il decoro urbano».
Incalza Nedi Natali: «Negli ultimi 4 o 5 anni c’è stato un fuggi fuggi per andare a vivere in zone periferiche, dove ci sono servizi strutturati. Le cause sono i soliti problemi: parcheggio, degrado e il senso di smembramento pur essendo nel centro storico».
Il movimento costante di abbandono ha mutato il mercato immobiliare tanto da abbassare il prezzo degli immobili. «Tutti i fondi – spiega Claudio Benedetti – hanno pietre del 1500, strutture a volta, anche la pavimentazione è di pregio. Se questa zona non viene fatta pulsare qui muore tutto».
«E poi – sottolinea Elio Di Giovanni – nella situazione in cui viviamo ora, possibili acquirenti potrebbero essere scoraggiati proprio a causa dell’incuria».
In sostanza, i punti fondamentali del comitato vertono sull’impoverimento del tessuto sociale e di conseguenza umano. L’intento è di instaurare un dialogo franco e costruttivo con tutti i soggetti istituzionali. «Vogliamo evitare che questa zona diventi poco controllata – sottolinea Mostardini – e accessibile a chi non vive nella chiarezza».
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