Sicurezza
A Roma l’ennesima perla dell’intramontabile Bellei
Paolo Allegri
Montecatini. Il trotto moderno è uno sport molto tecnologico, con i sulky in fibra di carbonio che fanno guadagnare decimi preziosi ai cavalli delle scuderie top dai budget importanti. Tuttavia, il fattore umano, la capacità del driver di incidere sul risultato delle corse con la propria genialità tattica, resta qualcosa di significativo che spesso riallinea le variabili. E' quello che è successo nelle Oaks del trotto disputate domenica 10 ottobre all'ippodromo romano delle Capannelle. Si tratta della sfida tra le migliori cavalle di tre anni, la corona femminile sulla distanza del miglio. Enrico Bellei ha dato l'ennesima dimostrazione di scaltrezza e abilità portando al successo Crystal Pan, una figlia di Ideale Luis che da inizio giugno è in allenamento presso il professionista montecatinese. Con il quattro di partenza Crystal Pan, allo stacco della macchina, si è portata in seconda posizione alle spalle della leader Collier. Bellei, visto che la favorita della corsa Caramel Club aveva sbagliato in partenza e considerato che le altre concorrenti di chances, Clarissa e Calypso di Poggio, partite più lente, avrebbero trovato un percorso esterno complicato, ha deciso di osare. Dopo 400 metri si è presentato a chiedere strada alla leader e, ottenuto il “free-way”, ha impostato una ben gestita corsa di testa (42.6 per i primi 600 metri, 58.6 il mezzo miglio iniziale). In retta d'arrivo, mentre Clarissa confondeva il passo a 100 metri dal palo, al largo finiva fortissimo Calypso di Poggio ma Crystal Pan e Bellei difendevano fin sul palo un minimo vantaggio, una corta testa. «Per vincere dovevo inventarmi qualcosa», ha commentato l'intramontabile driver che, dopo aver toccato quota 10mila vittorie, in questo terzo tempo della carriera sta estraendo luccicanti perle dal suo straordinario bagaglio tecnico-tattico. Fantastica in settembre l'affermazione con Birba Caf nel Gran Premio Continentale a Bologna, quando l'Imperatore ha sorpreso tutti avanzando dal fondo del gruppo, in terza ruota, sul rallentamento della testa della corsa. E, adesso, il quinto sigillo in un gran premio come le Oaks del trotto, la corona delle cavalle di tre anni, affermazioni prestigiose che restano negli annali dell'ippica. Un Bellei sereno e consapevole seleziona i traguardi, ha ritrovato anche il profilo di allenatore-guidatore che lo aveva accompagnato nella prima parte della carriera. E sembra anche sfidare i quotisti. Nei gran premi talvolta i suoi cavalli non sono considerati e gli analisti adesso dovranno talvolta rivedere le loro valutazioni. Dato che il fattore Bellei, quella capacità di variare un copione tattico, adattandolo alla situazione che si è creata in corsa, anche in un gran premio può scompigliare il mazzo delle carte. Il post 10 mila vittorie è quello di un maestro delle corse che sa sempre quello che c'è da fare per sorprenderci ancora. Enrico Bellei, l'uomo dalle mani magiche.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google