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Monumento ai Caduti oggi l’inaugurazione

Annalisa Ercolini
Monumento ai Caduti oggi l’inaugurazione

Terminati i restauri coordinati dal gruppo Collodinsieme Nel 2019 vandali avevano spezzato la lastra di marmo

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Annalisa Ercolini

COLLODI. Dopo ben 79 anni il monumento ai Caduti di Collodi, finito il lungo restauro, riprende vigore. L’inaugurazione con l’accensione della lampada avverrà oggi alle 16, alla presenza del presidente dell’associazione culturale Collodinsieme Roberto Rossi, dell’assessore ai Lavori pubblici Aldo Morelli, di don Giovanni Checchi e del sindaco fdi Pescia facente funzione Guja Guidi. Per più di mezzo secolo la scultura commemorativa era caduta in degrado: oltre al deterioramento del tempo anche poco rispetto del luogo.

«Il monumento, – spiega il presidente Rossi – anche se adeguatamente recintato, è stato più volte violato e oltraggiato». Nel 2019 a causa dell’ennesima scorribanda di ragazzi la lastra di marmo con i nomi dei caduti collodesi della Prima e Seconda Guerra mondiale crollava a terra frantumandosi in vari pezzi.

«Collodinsieme nel 2020 si è resa capofila del restauro del Monumento, sollecitando lo stesso Comune – riferisce Rossi – le imprese economiche, le associazioni del territorio e i privati cittadini alla riqualificazione dell’area. Nonostante le difficoltà del momento, molti hanno aderito e se oggi possiamo inaugurare il restauro è solo grazie all’impegno di tutti».

Varie le tappe storiche di questo travagliato obelisco. Nel 1942 fu inaugurato e dedicato ai Caduti della guerra 1915-18 ma in realtà si trattava di una seconda cerimonia, poiché già nel 1924 era stata eretta la scultura commemorativa con il basamento in marmo. Successivamente, l’articolata vicenda del gruppo di due statue realizzate dal pittore e scultore collodese Agostino Giovannini. L’artista aveva eseguito un fante in piedi che tende la mano destra a proteggere una figura semidistesa. Ma dopo 18 anni, la prima versione viene rimossa «sconvolgendo il monumento – continua Rossi – e inserendo due protesi di marmo che andarono a rimpiazzare la mutilazione subita. Nel 1990 circa, Collodinsieme aveva commissionato allo scultore Buzzegoli il progetto per il rifacimento del gruppo bronzeo del Giovannini che sarebbe stato possibile realizzare, nonostante la scomparsa dei calchi in gesso originali. Il progetto, non fu autorizzato dalla Soprintendenza di Firenze adducendo l’impossibilità del raffronto con i calchi originali ormai distrutti».

Alla fine della Seconda Guerra mondiale, furono aggiunte due lapidi laterali con i nomi dei caduti di guerra e delle vittime civili. «Il resto – conclude Rossi – è un doveroso restauro di un monumento che racconta una triste storia di arte strappata al territorio per fini bellici e testimonianza del sacrificio di tanti uomini collodesi».

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