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Il futuro della città 

Commissione sulle Terme Apam perplessa sull’utilità

David Meccoli
Commissione sulle Terme Apam perplessa sull’utilità

«È come guardare indietro al passato», afferma il presidente Carlo Bartolini Se c’è un “piano B” alla vendita delle azioni gli albergatori chiedono di conoscerlo

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David Meccoli

montecatini. Bene la fiducia che percepiamo attorno alla privatizzazione delle Terme, ma sul futuro della società e su un eventuale piano “B” di salvataggio chiediamo di essere coinvolti».

È quanto scrive, in una nota, Federalberghi Apam, che non nasconde però la sua preoccupazione riguardo alle ancora incerte vicende legate al futuro dell’azienda più importante del territorio. Con un’ulteriore perplessità: «La commissione d’inchiesta appena attivata? Così si guarda al passato…».

«È stata tracciata una strada – dice il presidente dell’associazione Carlo Bartolini – e sia il sindaco Luca Baroncini, sia l’amministratore unico della società Alessandro Michelotti hanno apertamente dichiarato la loro fiducia su questo percorso intrapreso. Confidiamo che questa fiducia possa rivelarsi reale. Ma non possiamo che essere anche preoccupati, nella malaugurata ipotesi che la privatizzazione dell’azienda non riuscisse a concretizzarsi. E questo anche alla luce del fatto che, a oggi, le categorie economiche e le parti sociali non sono state affatto coinvolte e informate circa le sorti del bene più prezioso della città, che per noi resta un imprescindibile prodotto sul quale continuare a credere».

Nelle scorse settimane il sindaco aveva parlato dell’esistenza di una sorta di “piano B”, qualora il piano di privatizzazione non dovesse andare a buon fine. «Se i soci pubblici stanno discutendo di questo aspetto – continua Bartolini – ci rendiamo disponibili a operazioni di partenariato, perché le Terme devono assolutamente continuare a essere al centro degli interessi cittadini. A maggior ragione per la permanenza nel circuito Unesco dal quale confidiamo di ottenere ottimi risultati. Chiediamo, in sostanza, un’alternativa fattibile al bando che contempli la continuità aziendale in un percorso che sia in grado di creare sviluppo, oppure la possibilità di collaborare con i nuovi eventuali gestori. Oltre che da un punto di vista della prestazione sanitaria, è nostro interesse avviare una collaborazione affinché le Terme sviluppino un piano di investimenti finalizzati alla promocommercializzazione in grado di ricollocare la società sul mercato. Ma intanto tutti i servizi devono assolutamente continuare a essere erogati mirando a maggiori standard di qualità».

Un ultimo pensiero l’Apam lo rivolge alla commissione d’inchiesta sulle Terme attivata all’ultimo consiglio comunale (presieduta da Luca Sbenaglia, FdI) e che in città ha già sollevato qualche polemica sull’opportunità di far nascere un simile organismo proprio nel bel mezzo di un bando di privatizzazione, con gli occhi dei potenziali investitori che potrebbero osservare interessati. «È come guardare indietro – conclude Bartolini – al passato. Noi preferiamo rivolgerci al futuro e alla garanzia che le Terme possano continuare a svolgere il loro ruolo anche nell’interesse di tutta la città, di tutto il territorio e dei tanti lavoratori impiegati nell’indotto. Al passato potremo eventualmente guardare dopo, in conseguenza degli esiti che avremo dal futuro».

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