La manifestazione
Anche Giuntoli fa scena muta davanti al giudice
Si è avvalso della facoltà di non rispondere come gli altri due accusati detenuti in carcere. Chiesta l’attenuazione delle misure
Pescia. In collegamento video col gip dal carcere di Sollicciano, dove è rinchiuso da lunedì, anche l'ex sindaco di Pescia Renzo Giuntoli nell'interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stessa linea tenuta nei giorni scorsi da Luciano Bianchi e Lorenzo Lenzi, anche loro dietro le sbarre, i due funzionari pubblici accusati di aver intascato tangenti per l'affidamento di lavori dei Comuni di Pescia e Uzzano a ditte compiacenti.
Giuntoli è invece considerato l'intermediario che metteva in contatto i due funzionari con le aziende. Gli avvocati difensori (Giovanni Giovannelli per Bianchi e Giuntoli, Andrea Ferrini per Lenzi) hanno depositato la richiesta di revoca o attenuazione (dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari) delle misure cautelari. Il giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci deciderà all'inizio della prossima settimana. Nei prossimi giorni saranno convocate dal gip anche le tre persone finite ai domiciliari e le sei per le quali è stato applicato l'obbligo di dimora.
Giuntoli e Bianchi, come fa sapere il legale che li assiste, hanno chiesto di essere ascoltati dai pubblici ministeri che hanno coordinato l'inchiesta “Coffee break”, Leonardo De Gaudio e Luisa Serranti. Nell'occasione daranno la loro versione dei fatti.
Secondo la Procura di Pistoia, Giuntoli si prodigava a far assegnare appalti “sotto soglia” o di somma urgenza a sei ditte, con Bianchi e Lenzi che avrebbero intascato mazzette del valore tra il 3 il 5 per cento dell'importo dei lavori. Sotto la lente ci sono 14 lavori tra il 2018 e il 2020 per Uzzano, e 11 tra il 2019 e il 2020 per Pescia. In tutto sono 42 gli indagati. Corruzione, istigazione alla corruzione, turbativa degli incanti, concussione, falso ideologico e frode in commercio i reati ipotizzati.
L.S.
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