Sicurezza
Un ufficio “terremotato” e intanto l’opposizione sfiducia la giunta comunale
Pescia. Se si dovesse aprire il processo con il rinvio a giudizio di alcuni degli indagati, i Comuni di Pescia e Uzzano, i cui amministratori sono giudicati estranei alle indagini, si costituiranno parte civile e presenteranno una richiesta di risarcimento.
Per i reati contestati nell’inchiesta “Coffee break” e per le persone coinvolte, lamentano un danno d’immagine e anche un presunto danno patrimoniale, “se dovesse essere accertato che le presunte tangenti sono state pagate facendo la “cresta” sui soldi stanziati dal bilancio», afferma il sindaco di Uzzano Dino Cordio.
«Insomma – aggiunge – è da capire se sono stati gonfiati gli importi dei lavori o se i soldi sarebbero arrivati direttamente dalle tasche degli imprenditori».
Cordio ribadisce come nessun dipendente attualmente in servizio a Uzzano sia indagato (Lorenzo Lenzi, finito in carcere, dal 1° gennaio è in servizio a Ponte Buggianese). E come l’ufficio tecnico – nonostante la mole di documenti cartacei ed elettronici sequestrati dalla squadra Mobile – non abbia mai smesso di lavorare. A eccezione di lunedì, giorno del blitz in municipio dei poliziotti.
Situazione del tutto diversa a Pescia. L’ufficio opere pubbliche a Palazzo del Vicario è in sostanza decimato. Il responsabile Luciano Bianchi è in carcere e l’istruttore direttivo Nicoletta Pieraccini ai domiciliari, entrambi per legge sono sospesi dal lavoro nel periodo di esecuzione delle misure cautelari. Gli altri due impiegati, Roberto Lacroix ed Emanuele Tompetrini, hanno l’obbligo di dimora ma possono recarsi al lavoro. «Stiamo riorganizzando l’ufficio trasferendo temporaneamente altri dipendenti perché di questioni da seguire ce ne sono molte in città – dice l’assessore ai lavori pubblici Aldo Morelli – il problema è anche negli strumenti: la Procura ha infatti sequestrato diversi computer oltre a file e documenti».
L’ennesima vicenda giudiziaria che interessa il Comune del Delfino porta a inevitabili strascichi politici. I gruppi di minoranza quasi al completo (fa eccezione Elisa Romoli del Pd) hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti della giunta.
«Si parte dalle vicende giudiziarie che hanno riguardato il primo cittadino (Oreste Giurlani, nda) arrestato e processato per gravi reati contro la pubblica amministrazione, passando per le condanne inflitte dalla Corte dei Conti per danno erariale, sino al successivo “azzoppamento” della giunta con la sospensione del sindaco disposta dal prefetto. Per non parlare della disastrosa situazione dei conti pubblici col rischio sempre più concreto del dissesto finanziario, situazione alla quale questa amministrazione non ha saputo porre rimedio. Si passa anche dai ritardi nell’approvazione definitiva del piano operativo», scrivono Giancarlo Mandara (Voltiamo pagina), Giacomo Melosi (Fratelli d’Italia), Oliviero Franceschi (Lega), Francesco Conforti e Immacolata Lanza (Conforti per Pescia).
Prosegue la nota: «Per arrivare oggi all’ulteriore tegola di questa vicenda giudiziaria che si abbatte sulla città e che ha portato al blocco dell’operatività di un settore strategico, una vicenda che va ulteriormente a incidere sul morale di un’amministrazione che si è dimostrata incapace di reagire alle avversità precedenti. È un dato di fatto che questa serie di episodi si sia verificata sotto questa amministrazione: la giunta non ha una responsabilità politica?».
Le scosse di terremoto sono in corso.
L. S.
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