Il Tirreno

Montecatini

Nervi tesi in consiglio comunale 

Il sindaco è assente ma la minoranza è in aula compatta E la Lega abbandona

Giancarlo Fioretti

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MONTECATINI. Clima teso e nervi a fior di pelle al consiglio comunale di i martedì. Il presidente dell’assemblea, Giovanni Spadoni, ha faticato non poco a traghettare in porto una seduta che, in più di un’occasione, è degenerata in risse verbali di grande intensità. L’assessore Emiliano Corrieri e il consigliere di minoranza pentastellato Simone Magnani si sono scontrati tanto duramente che lo stesso presidente Spadoni ha evocato il ricorso alla forza pubblica per riportare la calma. Poi gli animi si sono placati, ma il consiglio si è concluso con il rinvio di tutti i punti in discussione, salvo l’istituzione di una Commissione d’indagine sulla crisi societaria di Terme Montecatini Spa, punto peraltro in discussione all’ordine del giorno.

Che ci fosse qualcosa di strano in quest’assise lo si era capito subito, notando i banchi della maggioranza insolitamente vuoti e quelli dell’opposizione invece al gran completo. I punti in discussione spaziavano dall’acquisizione in proprietà dell’area del Terminal Bus, passando per i fondi Cipe per la valorizzazione della Palazzina Regia e per l’approvazione del bilancio del 2020 della Montecatini Parcheggi. Un menù eccezionalmente ricco che, per essere “consumato”, avrebbe richiesto la presenza di tutti i membri della massima assise cittadina. «Questo non era possibile – puntualizza il sindaco Luca Baroncini – perché sia io che altri consiglieri della Lega eravamo afflitti da un’intossicazione alimentare rimediata a una cena, e che ancora mi costringe a letto. Per questo abbiamo chiesto alla minoranza di aggiornare il consiglio di 48 ore. Di fronte al loro rifiuto, anche gli altri consiglieri della Lega hanno ritenuto opportuno di non partecipare. La maggioranza ha agito in buona fede. Ad ogni buon conto, chiederemo celermente la convocazione di un altro consiglio».

Questa spiegazione non viene accettata dal segretario del Pd di Montecatini, Fabio Gigli, che paragona la situazione politica cittadina a un’opera teatrale del drammaturgo Eugene Ionescu, inventore del teatro dell’assurdo. «Questo – afferma il segretario – perché non ci sono altre parole per descrivere quello che si è visto, o non visto, in sala. I gruppi consiliari sono stati contattati per rinviare la seduta. Questa volta, a causa di un malessere che avrebbe colpito il sindaco, il cui voto è determinante per la sua permanenza in carica. Se altre volte abbiamo acconsentito al rinvio questa volta, dato che la minoranza è in grado di assicurare il numero legale, i nostri consiglieri si sono presentati a votare gli atti obbligatori per legge. Ma, oltre al sindaco e agli altri due consiglieri la cui assenza era giustificata, tutti gli altri erano assenti senza giustificazione alcuna».

Giancarlo Fioretti

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