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Lisa Amidei diventa “signora plebiscito” riconfermata da tre quarti degli elettori

Giancarlo Fioretti

Mazzei del centrodestra ottiene un buon risultato mentre la delusione è per il Pci che non avrà neanche un consigliere

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Giancarlo Fioretti

LARCIANO. Che Lisa Amidei fosse nettamente favorita nella corsa a tre per la carica di sindaco di Larciano, non era assolutamente un mistero. Tuttavia, che ottenesse la riconferma con il 75% dei voti, neppure i più ottimisti osavano prevederlo. Nel 2016, il centrosinistra allora quasi del tutto a trazione Pd, ottenne un ottimo 55%. Cinque anni dopo, il grande balzo in avanti, con Lisa Amidei che riottiene la carica di sindaco con un risultato a dir poco plebiscitario.

Questa volta il Pd ha potuto contare su un’ampia alleanza che comprendeva anche Italia Viva, Psi, Sinistra ecologia e Articolo Uno. Una “invincibile armata” che ha lasciato agli avversari solo le briciole. Paolo Mazzei, capitano coraggioso di un centrodestra unito e volitivo, ma ancora non all’altezza di scalfire un feudo rosso come Larciano, raccoglie un dignitosissimo 20,53%. Un buon risultato personale per un candidato indipendente, che ha trascorso in Estremo Oriente buona parte degli ultimi vent’anni. Nel 2016 la lista di centrodestra Noi per Larciano si fermò al 12,96% (ottenendo un seggio), mentre una lista civica di centro, Larciano di Tutti, superò di poco l’11%, facendo ottenere un seggio al suo candidato sindaco Alfonso Vacchio. A distanza di 5 anni, i centristi sono quindi emigrati, nella quasi totalità, nel centrodestra che, anche questa volta, vedeva uniti in un unico simbolo Lega, Fratelli d’Italia, Forza Itala e Cambiamo!.

Chi invece non ha fruito di alcun vantaggio nell’altra “migrazione politica” che ha interessato questo voto, è stato il Pci. Nel 2016, la lista Alternativa per Cambiare Larciano (espressione del mondo ecologista e di Rifondazione comunista) ottenne un lusinghiero 20,55%, portando in consiglio comunale ben due consiglieri. Questo bottino di voti in libera uscita (visto che questa lista non si è ripresentata) era ambito dal Pci del candidato sindaco Maurizio Romanelli. Ma, alla prova dei fatti, gli elettori che nel 2016 si erano posizionati più a sinistra, questa volta hanno scelto i più moderati lidi del centrosinistra, relegando il Pci ad un misero 4,47%.

Sin dalle prime battute si è capito che non ci sarebbe stata partita. I dem-boys e le dem-girl che facevano da corona a un sindaco che fa dell’affabilità la sua arma vincente, già una mezz’ora dopo la chiusura delle urne esibivano un sorriso smagliante. Tenuto conto che, sicuramente, Lisa Amidei pescherà un paio di assessori dalla lista degli eletti, anche Samuele Benvenuti e Samuele Peselli approderanno alla fin fine in consiglio comunale.

Analizzando poi l’andamento nelle varie sezioni elettorali, balza agli occhi il risultato strepitoso ottenuto dal centrosinistra nella sezione numero 3, che includeva gli elettori della frazione di Colonna di Larciano. Qua a barrare il simbolo a sostegno del sindaco uscente sono stati 411 elettori, pari al 78%. Tanti davvero. Il centrodestra ha ottenuto buoni share nella sezione numero 4 (119 voti) e nella sezione 1, ove hanno votato gli elettori di Castello di Larciano (114 i consensi mietuti). Il Pci ha ottenuto il suo miglior risultato a Cecina di Larciano con 28 voti ma, nel complesso, i suoi candidati sono apparsi i più deboli in fatto di raccolta di preferenze. I più votati sono risultati Pier Luigi Belvedre e Marco Lotti con solo tre consensi all’attivo. Un po’ pochi per fare la rivoluzione…

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