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Respinta da scuola nonostante il Green pass

Giancarlo Fioretti
Respinta da scuola nonostante il Green pass

Insegnante racconta la sua amarezza per il “semaforo rosso” che le ha impedito di prendere regolare servizio in classe

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Giancarlo Fioretti

MONTECATINI. Un’errata valutazione sull’efficacia del Green pass, dovuta a una mancanza di chiarezza da parte del ministero della Salute, ha fatto passare un brutto quarto d’ora a una docente di scuola media, respinta all’ingresso della sua scuola dall’inflessibile “semaforo rosso” dell’applicazione ministeriale. Protagonista di questo episodio è la professoressa Emilia Passarelli, residente a Montecatini, da tempo insegnante di lingua inglese nella scuola media Frank - Carradori di Pistoia.

«Per problematiche legate al mio stato di salute – racconta – ho dovuto attendere alcuni mesi prima di procedere alla vaccinazione. Quando ho potuto effettuarla, assumendo la prima dose, ero consapevole che avrei dovuto attendere i 14 giorni canonici per avere il Green pass». La docente, che in attesa di potersi vaccinare si era sempre sottoposta a tamponi rapidi a sue spese ogni 48 ore, seguendo la tempistica indicata dal ministero della Pubblica istruzione, riceve la prima dose di vaccino il 14 settembre. Sabato 25 si verifica però l’episodio che, in definitiva, ha provocato questa vicenda. «Ricevo un sms da parte del ministero della Salute – spiega – con il quale mi si avvertiva che il mio Green pass era disponibile. Felice per questa celerità da parte delle autorità competenti, provvedo subito a scaricarlo, convinta che se il ministero mi consentiva di stamparlo, lo avrei potuto usare tranquillamente. Con attenzione, leggo tutto ciò che c’è scritto, e l’unica avvertenza è: “certificazione valida fino alla prossima dose”».

La mancanza di una dicitura chiara e, soprattutto, scritta in bella mostra sul documento passepartout provoca l’equivoco in cui cade la docente. «Quando infatti mi sono recata a scuola per prendere servizio – conclude con una punta di amarezza – l’applicazione del ministero ha generato un semaforo rosso all’esibizione del mio Green pass. Superato lo stupore, ho avuto immediatamente un colloquio sia con l’addetto che sovraintende alle normative anti covid che con la vicepreside. A questo punto, dopo il primo sbalordimento e senso di mortificazione per essere stata allontanata dalla mia scuola, mi reco alla farmacia più vicina per fare un tampone rapido. Tuttavia la struttura non ha potuto accontentarmi, essendo necessaria la prenotazione. E così non c’è stato niente da fare. Bastava una scritta sul documento: comunque attivo dal quattordicesimo giorno. La scuola, del resto, non ha fatto altro che applicare il protocollo imposto».

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