Sicurezza
“Chiesina e le frazioni” attacca il sindaco: «La viabilità è nel caos»
Chiesina Uzzanese. Il gruppo consiliare “Chiesina e le sue frazioni” punta il dito sulla viabilità , la sicurezza stradale e non solo, attaccando la giunta Berti . «Nel febbraio scorso l’ assessore Magrini – si legge nel documento – annunciò interventi riguardo la circolazione per evitare che le auto sfrecciassero nelle vie del centro, sviando la circonvallazione. A oggi l’unica opera compiuta è la rotatoria tra via Vittorio Veneto e Via Primo Maggio, fra l’altro intervento suggerito dalla minoranza, invece dell’inutile e pericolosa rotatoria pensata per eliminare il semaforo dall’assessore tra via Dante Alighieri e via San Giuseppe, iniziativa per fortuna abbandonata». «Peccato – prosegue la nota – che il suggerimento da noi dato ad aprile sia stato realizzato solo il 9 settembre in via sperimentale, a ridosso dell’inizio delle scuole e che contemporaneamente l’amministrazione abbia tolto il senso unico durante l’orario scolastico in via Primo Maggio. Il risultato è caotico con la strada percorsa in entrambe le direzioni e vetture parcheggiate su entrambi i lati, passaggi pedonali compresi. Come al solito le “pensate” dell’amministrazione comunale si dimostrano tardive, parziali e confuse e prive del coraggio necessario per affrontare e risolvere ii problemi in via definitiva. Ragion per cui invitiamo l’amministrazione a verificare di persona quanto accade ogni mattina in quella zona. Ma già sappiamo che questo invito, come quello rivolto di verificare lo stato delle strade e dei marciapiedi del centro rivolto dal nostro gruppocadrà nel vuoto. Sindaco e giunta sono troppo impegnati a intervenire alle manifestazioni solo alla presenza dei media e per auto-celebrare i propri progetti».
«Addirittura la scorsa settimana – chiude il comunicato – durante la consegna delle borse di studio agli studenti di medie superiori e laureati, il sindaco Berti e i suoi si sono messi al centro dell'attenzione, lasciando i premiati a fare da contorno. Perfino i ragazzi più piccoli hanno avvertito il disagio di essere stati usati, senza alcun vero riconoscimento dell’impegno da loro profuso nello studio».
R.G.
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