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La storica Casa di riposo torna agli antichi splendori

Simona Peselli
La storica Casa di riposo torna agli antichi splendori

Completato l’intervento di restauro sul complesso di origine medievale  in cui operano le suore terziarie francescane. Lunedì la presentazione

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Simona Peselli

Montecatini. Una nuova sala ludica e multifunzionale alla Casa di riposo San Francesco di Montecatini Alto. Con tanto di climatizzatori e tutta rimessa a nuovo. Dopo 66 anni finalmente per la struttura arriva una grande e importante opera di restauro. Per presentarla ci saranno tutte le autorità lunedi 4 ottobre alle 10,30 alla presenza dei progettisti e direttori dei lavori, l’architetto Giancarlo Galassi e il geometra Massimo Boni. Sindaco giunta, vescovo, dirigenti della sovrintendenza di Firenze e del presidente della Fondazione Caripit. «Abbiamo riportato agli antichi splendori – commenta il geometra Massimo Boni – un edificio di valore dove le suore lavorano con grande sacrificio. Tutto questo per poter rendere sempre più accogliente la casa degli anziani». Tutti in città la chiamano e la conoscono come la Casa di riposo di Montecatini Alto, ma il nome ufficiale è Istituto delle suore terziarie francescane regolari d'Ognissanti.

La ex chiesa di Santa Margherita si trova all'esterno dell'abitato di Montecatini Alto, appena fuori dalla antica cinta muraria. La parte alta di Montecatini è ricca di storia- «L'originario impianto della chiesa e del monastero degli Agostiniani risale alla fine del XIII secolo come indicato dalle brevi note del Repetti che indica l'agosto del 1276 come il momento in cui il vVescovo di Lucca Paganello concede agli Eremitani di Sant’Agostino di porre la pietra fondamentale della nuova Chiesa. Così recita la relazione tecnica: «A partire dal 1345 la Chiesa fu ingrandita. Alla fine del Cinquecento, a seguito delle devastazioni subite dal Castello di Montecatini Alto durante l'assedio, con smantellamento delle mura e delle porte, sono registrati una serie di interventi di riqualificazione della chiesa e del monastero all'interno della stessa , al portone, alle coperture». Arrivati nel 1782 a seguito delle riforme leopoldine, il monastero degli Agostiniani venne soppresso e le chiesa ridotta a oratorio. Sei anni dopo l'intero complesso venne alienato e profondamente trasformato, tanto da non consentire più la lettura dell'originaria struttura conventuale. Nel 1927 gli ultimi religiosi lasciano definitivamente ciò che restava dell'antico monastero e il complesso viene acquisito dall'Ordine delle Suore Francescane di Ognissanti, che vi stabilirono prima un asilo infantile e poi una scuola.

«Nel 1936 la struttura viene infine adibita a Casa di riposo. Destinazione che mantiene tutt'oggi – spiega Boni – Nel 2017 è stata ottenuta l’autorizzazione paesaggistica e per il progetto di restauro sull' “ex refettorio della Chiesa di S. Margherita”, e che in realtà sembra fosse la sede della Compagnia di Sant'Antonio Abate annessa appunto alla Chiesa». I lavori sono stati eseguiti rispettando al massimo la conservazione del monumento in quanto testimonianza della storia. «Il cantiere ha avuto diverse fasi di intervento – conclude Boni – l'allestimento del cantiere con il montaggio dei vari ponteggi, l’ analisi del degrado e il consolidamento statico. Siamo molto soddisfatti e abbiamo la certezza di aver fatto un ottimo lavoro».

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