Il dolore
Il Centro prelievi bloccato da un intoppo informatico
Lo sfogo del governatore della Misericordia: «Abbiamo speso 180mila euro per ristrutturare l’edificio chiedendo un prestito alla banca: e ora siamo fermi»
Annalisa Ercolini
Pescia. Ormai il governatore della Misericordia Roberto Valbonesi non dorme la notte. La causa? La ristrutturazione dell’intera associazione a Centro prelievi, circa 400 metri quadrati disposti su due piani con ascensore. «Ho dovuto per forza rivoluzionare buona parte della sede – racconta il governatore – per poter avere l’accesso al piano superiore dove ci sono gli ambulatori, in modo che vi fosse la possibilità anche per gli invalidi di poter usufruire del servizio». Di fatto però il Centro prelievi è bloccato a causa di un intoppo informatico. Si tratta del sistema di prenotazione online della Regione Toscana per prelievi ed esami di Laboratorio. «Per ora siamo al punto in cui ci siamo lasciati – spiega Valbonesi riferendosi a una precedente intervista – Zero, niente». Si tratta di un disagio enorme per un’associazione che vanta 500 anni di storia e molti servizi anche innovativi. La Misericordia ha richiesto un prestito bancario dove oltretutto gravano interessi. «Sono venuti il 21 settembre due tecnici che hanno fatto come le volte precedenti, hanno discusso per un lungo tempo per una password del portale senza riuscire a trovarla, ma il peggio è che non riescono neppure a entrare nel sistema». Un banale problema di programma, di credenziali sbagliate? Non è chiaro. Il governatore è un fiume in piena. «Dopotre ore ho detto basta, così non si può andare avanti. È da aprile che aspettiamo. Ho minacciato che se nel giro di brevissimo tempo non risolvono la cosa io gli chiedo i danni, i 180mila euro che ho speso per allestire il Centro prelievi». Tre ore senza concludere niente, in cui i tecnici hanno armeggiato sul sistema vecchio. «Il sistema nuovo non lo hanno neppure preso in considerazione perché non hanno il permesso per potervi accedere. Sono venuti per quello vecchio senza riuscire ad attivare neppure quello». Le altre associazioni che oggi sono attive nel fare prelievi, riescono a lavorare in combinazione sia con il vecchio programma che con il nuovo perché per alcuni aspetti quello moderno è limitato, perciò per completare alcune pratiche si devono appoggiare al programma passato. Dopo lo sfogo di Valbonesi i tecnici hanno deciso di chiedere aiuto: «Hanno parlato al telefono per un’ora e mezzo con un certo Nicola, responsabile dell’informatica. Spero sia più preparato in questo campo. Mi auguro che alla fine di questo mese si sblocchi la faccenda». Conclude il governatore: «All’inizio non ho raccontato questo fatto perché pensavo e speravo che in breve tutto si risolvesse. A chi richiedeva spiegazioni, temporeggiavo fiducioso in un finale positivo. Purtroppo, ho fatto il loro gioco. Ora, siamo arrivati al colmo, avrò bisogno anche di un aiuto infermieristico professionale ma in queste condizioni non è possibile programmare niente».
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