Il Tirreno

Montecatini

Un pezzo di storia 

Trent’anni fa la dedica dello stadio a Mariotti

Roberto Grazzini
Trent’anni fa la dedica dello stadio a Mariotti

Daniele perse la vita dopo un incidente motociclistico e i suoi organi furono donati Capitano della formazione Allievi del Montecatini, era anche tifoso di basket

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Roberto Grazzini

Montecatini. Sembra ieri, ma sono passati 30 anni esatti da quel drammatico incidente all'incrocio tra via dei Colli e viale Bustichini, in cui rimasero coinvolti due ragazzi di 17 anni. La moto, sulla quale i due stavano viaggiando scendendo dalle Panteraie, si schiantò contro un’auto. Ad avere la peggio fu Daniele Mariotti che, sbalzato di sella, batté violentemente la testa contro il cordolo di cemento del marciapiede. Quando arrivò l'ambulanza del Pronto soccorso respirava appena. Quindi la corsa a sirene spiegate verso l'ospedale di Careggi nel disperato tentativo di salvargli la vita. I medici fecero l’impossibile ma il povero Daniele non riprese più conoscenza. Dopo le 12 ore necessarie per dichiararne la morte cerebrale, esattamente alle 21 del giorno seguente iniziò l'operazione per l'espianto degli organi, che i genitori Roberto e Vaschina, appartenenti ll’ Aido, avevano autorizzato quando si resero conto che per il loro unico figlio non c'era più niente da fare. L'unica loro consolazione fu che quella l’incolmabile perdita riuscì a ridare la speranza a coloro che ricevettero cuore, fegato, pancreas e reni in dono. Quattro persone che, in pratica, sono tornate a vivere grazie a Daniele, studente del liceo, ragazzo solare e vivace, dallo sguardo sbarazzino che viveva per lo sport.

Capitano della formazione Allievi del Montecatini, aveva giocato anche due stagioni nella Polisportiva Margine Coperta, prima di rimettersi la casacca bianca e celeste della squadra della sua città. Grandissimo tifoso della Fiorentina, aveva l'abbonamento in curva Fiesole. Senza contare il basket, fedelissimo sostenitore dei colori rossoblù dello Sporting Club, di cui non perdeva una partita. Struggente, a tale proposito, il coro degli ultras in suo onore la domenica seguente alla tragedia, mentre il giorno dei suoi funerali Montecatini si fermò, impietrita dal dolore e dallo sconforto.

Una disgrazia che lasciò davvero il segno nella comunità. Da qui, quasi spontanea, la decisione dell'amministrazione comunale e dell'intera cittadinanza di intitolare lo stadio cittadino, fino ad allora denominato semplicemente "Comunale", a Daniele Mariotti.

Così il 14 novembre del 1995, dopo un lungo iter burocratico, fu l' allora commissario tecnico della nazionale Under 21, Cesare Maldini, in ritiro a Montecatini, accompagnato da una delegazione di giocatori azzurri, con in testa il capitano Bigica, a scoprire la targa in pietra sulla parete della tribuna coperta. Assieme a loro anche la storica bandiera del basket rossoblù e della nazionale Mario Boni e una folla di bambini festanti.

Un impianto che ancora regge bene l’usura del tempo, uscito indenne dalla bufera del 2015, pur battuto sempre dal vento sia grecale o tramontana, che tiene vivi i ricordi come le urla e i sagrati del compianto custode Panelli, quando beccava Daniele e compagni che, di nascosto, finito l’allenamento, andavano a tirare in porta sul campo “grande”.

Il treno passa e la domenica se fischia, narrano le leggende metropolitane, il Montecatini è vicino a far gol . Prima che scenda malinconica la sera.

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