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«Ospedale, così proprio non va» Il consiglio chiede chierimenti

Annalisa Ercolini
«Ospedale, così proprio non va» Il consiglio chiede chierimenti

Approvata all’unanimità la preoccupata mozione di Stefano Tanganelli Morelli: «Cup, centro vaccinale, vogliamo un incontro con la direzione»

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Annalisa Ercolini

PESCIA. Nel consiglio comunale di lunedì si è parlato perlopiù della lunga mozione presentata il 1° settembre dal consigliere Stefano Tanganelli (Pescia Cambia) – “Situazione e gestione servizi sanitari e ospedalieri” – riguardante le effettive condizioni dell’ospedale cittadino.

La minuziosa interpellanza del medico chirurgo è stata approvata da tutti i membri presenti nella seduta consiliare.

Insomma, una lunga discussione che potrebbe essere riassunta con l’inciso di una nota canzone: “C’è qualcosa che non va… all’ospedale di Pescia”. Indubbiamente sì. Lo ha spiegato profusamente, con parole dalle tinte “colorite” lo stesso Tanganelli elencando una sfilza di situazioni che intoppano il sistema sanitario pesciatino, coinvolgendo i pazienti che provengono anche da zone limitrofe o fuori dai confini della Valdinievole, come ad esempio Vinci.

«È necessario dare accesso alle prestazioni sanitarie e livelli di salute uguali per tutti, per il benessere del cittadino». Il consigliere ha affermato di «investire sulle tante professionalità che operano all’interno della struttura».

Si è dilungato anche sui servizi sociali, sui volontari e infine ha concluso che è necessario riconsegnare «una centralità che dovrà declinarsi ai nuovi modelli ma che vede l’ospedale come punto di riferimento essenziale nel sistema di strutture sul territorio».

In una cronaca del 1776 l’ospedale pesciatino è nominato “ospedale per i malati e i bisognosi di tutta la Val di Nievole” ed è più o meno da qui che Guja Guidi, sindaco facente funzioni, è intervenuta affermando che «potremmo parlare due ore e non basterebbero. Comprendo la preoccupazione di tutti che in questo momento particolare le condizioni dell’intero comparto socio sanitario sono molto complesse. Inoltre il ruolo dell’ospedale all’interno della Provincia è una lunga storia per la quale ora ci troviamo a dover affrontare problemi che riguardano il passato».

In sostanza, nel suo accorato discorso la Guidi ha affondato la lama affermando che l’ospedale di Pescia è l’ospedale della Valdinievole e che da parte della dirigenza «le risposte furono rassicuranti, garantendo che non ci sarebbe stato nel corso del tempo nessun ridimensionamento. Ho verificato che sulle stesse cose sembra si parli una lingua diversa. Noi come amministrazione, a più riprese, ci siamo rivolti alla Regione e Società della Salute della Valdinievole perché preoccupati sulla questione tamponi e poi sulla situazione vaccinale, come pure su altri aspetti. Ci sono state talmente tante incongruenze non spiegate».

La consigliera comunale Elisa Romoli (Partito Democratico) in accordo con le parole di Tanganelli: «È una bella mozione, benché non sia in grado di addentrarmi negli aspetti tecnici».

Purtroppo si è detta particolarmente sfiduciata nei confronti del “sistema” perché «la situazione è peggiorata molto nel corso degli anni con l’unione delle due Asl. Non penso che sia la dimensione dell’area ma è l’organizzazione».

Ognuno dei membri riguardo all’ospedale ha ricordato un pezzo di storia del passato e del presente che ha impattato con tagli, depotenziamento e malfunzionamento: cup, centro vaccinali, professionisti.

«Siamo l’ultima ruota del carro», afferma Giancarlo Mandara (Voltiamo Pagina).

Ritorna al punto l’assessore Aldo Morelli con un dato mortificante per la situazione: «È una mozione esaustiva che apre più scenari. Noi ci siamo già mossi. All’ultima assemblea della Società della Salute della Valdinievole abbiamo chiesto formalmente che vogliamo un incontro con la direzione aziendale per i problemi ospedalieri appena discussi. Un’ultima notizia che abbiamo avuto: bando di 132 medici per Guardia medica, partecipanti due. I medici non partecipano perché vogliono fare altro o perché la retribuzione non è all’altezza? E dietro cosa c’è... che non va?».

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