Gioco
Iniziata da Spaziofesta la favola di Matiacupov oggi chef a Ginevra
Giancarlo Fioretti
PIEVE A NIEVOLE. I sapori e gli ingredienti tipici della cucina italiana possono fondersi con i profumi ed i sapori dell’oriente? L’esperienza culinaria del giovane chef David Matiacupov dimostra che questo è un matrimonio riuscitissimo. «Far incontrare sensazioni gustative di luoghi così distanti fra loro – sostiene il giovane chef – è un po’ la mia missione lavorativa. Del resto, io stesso sono l’incontro di più culture che la storia ha provveduto ad armonizzare».
Il padre di David è infatti russo, la madre è moldava e uno dei nonni proviene dalle lontane steppe dell’Uzbekistan, nell’Asia centrale. A soli 19 anni, David può già vantare un’esperienza lavorativa lunga ben sei anni, iniziata peraltro quasi per caso. «Se nella vita ho scelto di intraprendere questa carriera – puntualizza David – gran parte del merito va alla bellissima esperienza che maturai, da adolescente, allo Spazio Festa, la festa estiva che ogni anno si tiene a Pieve a Nievole. In quei mesi ho imparato i valori dell’amicizia e della solidarietà, e mi sono reso conto che ogni esperienza lavorativa va vissuta con impegno e responsabilità».
Dallo Spazio Festa, la carriera di David ha letteralmente preso il volo, facendogli girare tantissimi ristoranti della zona. «Il mio ingresso nell’alta cucina – prosegue – lo devo però al ristorante il Grammofono di Lucca, che può vantare una stella Michelin. La scorsa estate ho lavorato presso l’Aroma, a Bibbione (Venezia) e adesso mi accingo a fare la mia prima esperienza internazionale».
Da lunedì prossimo, David sarà infatti nell’organico del Ristorante Golf Club du Domaine Imperial di Ginevra, ove avrà modo di affinare ancora di più la sua tecnica, alle prese con palati abituati a grandi sensazioni. Magari, riuscirà a proporre ai soci del Golf Club i piatti che, questa estate a Bibbione, lo hanno reso famoso. «Come antipasto, ho creato un tonno rosso sardo marinato alla soia, impanato con il panko (una sorta di pangrattato giapponese), fritto e servito in un letto di cime di rapa alla pugliese con pezzetti di burrata delle Puglie e germogli di barbabietola».
La presenza della soia come aromatizzante, tipica di tutte le cucine orientali, conferisce ai piatti la sensazione “humami”, che è uno dei cinque gusti che le nostre papille gustative percepiscono. «Lo gnocco cremoso – conclude – con crema di tartufo fresco estivo, con bisque e tartare di gambero rosso di Mazara, è stato un primo piatto di assoluta novità, che in questo caso rappresenta una sorta di fusion fra due realtà differenti: la terra e il mare».
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