Sicurezza
Stop al centro prelievi della Misericordia bloccato dalla “chiave”
Manca la password di accesso al sistema informatico che deve essere fornita dall’Asl. Servizio fermo da 5 mesi
Cosa manca nel 2021 alla Misericordia di Pescia?
«A noi manca aprire il centro prelievi – spiega il governatore Roberto Valbonesi».
L’Arciconfraternita nasce nel 1506 come aiuto ai più bisognosi e ancora oggi è presente sul territorio pesciatino ricoprendo questo ruolo con vari servizi. «L’ondata di Covid – spiega il giovane volontario Lorenzo Simoncini, componente del Magistrato della Confraternita – ha trovato impreparati un po’ tutte le realtà di volontariato, tuttavia animati da un forte spirito di gruppo e preparati per le emergenze abbiamo reagito dimostrando professionalità».
Sebbene la pandemia abbia messo in subbuglio tutta l’organizzazione, il governatore e il suo Magistrato, per operare in modo concreto e organizzato, hanno deciso di apportate delle modifiche. «Approfittando del periodo di pandemia – spiega il governatore – ci siamo messi in regola con le esigenze sanitarie per quello che riguarda gli ambulatori. Avevamo un buon centro prelievi e proprio per adeguarlo abbiamo speso qualcosa come 180mila euro di prestiti». Un servizio che si aggiungeva ad altre realtà di assistenza, con l’obiettivo di avvicinare l’attività sempre più alle esigenze dei cittadini. Perciò, a ottobre l’Arciconfraternita di Pescia, dopo aver richiesto un ingente prestito, si attiva per il ripristino della sede. «Il 21 aprile eravamo pronti per riaprire il centro prelievi – prosegue Valbonesi – la Regione ci invia due tecnici: uno di laboratorio e uno informatico per attivare il sistema. Abbiamo installato il programma ma ci manca la password di accesso». L’inghippo, oltre all’aspetto tecnico, è anche un danno d’immagine. Così, dopo cinque mesi di silenzio della Regione e continui richiami della Misericordia, il Centro prelievi di fatto non può essere utilizzato perché mancano le ultime operazioni di “collaudo”.
«Avremmo potuto continuare con il programma precedente – dice Valbonesi – facevamo 1.000 prelievi al mese. E ora siamo bloccati completamente». Ogni giorno l’associazione riceve centinaia di telefonate di utenti preoccupati che chiedono informazioni. «È un danno d’immagine – ribadiscono all’unisono Valbonesi e Simoncini – sembra che sia responsabilità nostra. Martedì dovrebbe venire il tecnico Usl per attivare il programma. Auspichiamo che l’esito sia positivo».
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