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Vendita del depuratore, verifica della Regione

Vendita del depuratore, verifica della Regione

Rispondendo a una interrogazione del Pd l’assessora Monni dice che ha dato incarico di monitorare i vari passaggi

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PESCIA. L’assessora all’ambiente della Regione Toscana, Monia Monni, ha risposto all’interrogazione dei consiglieri regionali del Pd Marco Niccolai e Valentina Mercanti in merito alla procedura di alienazione del complesso immobiliare del Consorzio acque e depurazione (Coad) deliberato dalle amministrazioni comunali di Pescia e Villa Basilica .

«Ringraziamo l’assessora Monni per la risposta precisa che dà conto anche del fatto che sono in corso delle sperimentazioni per ridurre l’impatto ambientale, e questo è sicuramente importante – dichiarano Niccolai e Mercanti –. Ovviamente della scelta dell’alienazione dell’impianto la Regione non è stata informata in quanto la competenza resta in capo ai Comuni ma, come riferito da Monni, la giunta regionale sta svolgendo un ruolo per monitorare questo percorso, assieme all’autorità idrica toscana (Ait). Certo, la situazione viene seguita con attenzione ma noi ribadiamo le forti preoccupazioni nei confronti di questa scelta compiuta dai due Comuni, in particolare da Pescia dove è ubicato l’impianto stesso».

Visto che si tratta di un impianto di proprietà dei Comuni, la Regione non può fare altro che monitorare il percorso, ma Niccolai e Mercanti dicono che «a questo punto ci troviamo costretti a valutare, assieme ai numerosi cittadini che ci hanno contattato preoccupati per la perdita della proprietà pubblica di un impianto di così grande rilevanza ambientale, l’adozione di ulteriori iniziative nelle sedi opportune, affinché questo bene pubblico possa rimanere tale. La scelta della vendita della proprietà è irreversibile e condizionerà la vita delle nostre comunità e del tessuto produttivo per sempre: è una scelta profondamente sbagliata, a maggior ragione in un momento in cui i cittadini chiedono un più forte controllo pubblico».

Nella risposta l’assessora chiarisce che, «condividendo la necessità di monitorare, in accordo con i Comuni coinvolti, la procedura di alienazione del complesso immobiliare al fine di assicurare la continuità ed efficacia per le pubbliche utilità connesse, ho dato mandato agli uffici di procedere, in collaborazione con Ait, in tal senso». Inoltre, Monni conferma che «da un punto di vista gestionale l’impianto è particolarmente attivo nella sperimentazione di nuove tecnologie per aumentare il rendimento del trattamento e minimizzare gli impatti ambientali. Infatti utilizza ossigeno liquido per alimentare non solo il trattamento terziario con ozono sulla linea acque, ma anche il tenore di ossigeno dei fanghi in maniera da minimizzare cattivi odori».



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