Il Tirreno

Montecatini

la testimonianza dopo l’incendio a Montecatini alto 

Tanta paura, le fiamme vicine agli alberi di fronte all’ex Quisisana

Simona Peselli
Tanta paura, le fiamme vicine agli alberi di fronte all’ex Quisisana

«Ci siamo sentiti come topi intrappolati in una scatola Troppi episodi, questi piromani sono della zona» 

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Simona Peselli

MONTECATINI ALTO. Troppi incendi dolosi concentrati in pochi giorni. Gli inquirenti sulle tracce dei piromani che colpiscono soprattutto nei giorni di festa. Mentre è ancora vivo il ricordo della porta della chiesa del Carmine data alle fiamme.

Luca Marchetti, avvocato e proprietario di Villa La Moresca, sta bene. Ma nella voce tradisce ancora la paura per le ore concitate in cui l’ennesimo rogo, mercoledì sera, ha distrutto uliveti e tutto quello che incontrava. «È andata via la luce improvvisamente. Ci siamo affacciati alle finestre e abbiamo visto tutto rosso – ricorda Marchetti –. Erano le fiamme e si sentiva un odore acre di bruciato che toglieva il respiro. Le forze dell’ordine e i pompieri sono intervenuti tempestivamente. Sono stati bravissimi. E veramente ci hanno salvato. È mancato davvero poco che anche gli alberi del piazzale di fronte al Quisisana prendessero fuoco. Anzi, avevano già iniziato. E c’è stato il rischio che l’incendio si potesse estendere all’edificio».

Il giorno dopo un sole settembrino continua a scaldare quello che fino a poche sere fa era un rogo talmente grande da essere visto da tutta la vallata. «Non voglio neppure pensare a quello che sarebbe potuto succedere. Non ci sarebbe stato scampo. Poteva andare a fuoco tutto il paese – chiosa Marchetti –. E consideriamo che c’era anche una bombola del gas, che abbiamo da molto tempo abbiamo segnalato ad Alia, carabinieri, vigili del fuoco. Era abbandonata in quella zona accanto a un cassonetto ormai da tre mesi. Per fortuna una concittadina di Montecatini Alto l’ha presa e caricata nella propria auto per evitare che potesse esplodere».

I cittadini di Montecatini Alto si sentono spesso dimenticati. «Questo stato di abbandono non è più accettabile. Il Quisisana e l’edificio ex Paradiso non possono essere tenuti in quelle condizioni in un centro come Montecatini Alto. Non è civile – aggiunge l’avvocato –. L’amministrazione deve intervenire in qualche modo imponendo un ripristino. Cercando delle soluzioni. Promuovendo delle azioni eclatanti. Questo immobilismo non è più tollerabile. Poi leggo sulla stampa della possibilità di creare un polo per il recupero dei ciclisti. Ma dove? Non ci passano i camion dei pompieri per spegnere gli incendi a Montecatini Alto, mi chiedo dove vogliono fare questo centro. L’altra sera non riuscivano a passare da via Piero Grocco dal momento che la strada è troppo stretta».

Adesso si contano i danni, anche se fortunatamente non è stata una tragedia. «La paura invece è stata tanta. Ci siamo sentiti come dei topi chiusi in una scatola e circondati dal fuoco – dice Marchetti –. La conformazione di Montecatini Alto è particolare. Le strade sono molto strette. Per cui certi tipi di eventi, se provocati intenzionalmente in determinate zone, non consentono neppure l’accesso dei camion dei vigili del fuoco. Se dovesse andare a fuoco il parco del Quisisana andrebbe a fuoco tutto il paese, i mezzi non riuscirebbero a raggiungerci. Questo aspetto lo abbiamo segnalato all’amministrazione». Al più presto occorre un intervento preventivo. «Devono per forza intervenire per mettere in sicurezza immobili come il Quisisana e l’ex Paradiso e i terreni circostanti come quello sotto le mura vicino al parcheggio, che è incolto e abbandonato da anni – conclude Marchetti –. Una parte la pulisco io a mie spese proprio per evitare che si possano verificare eventi simili. C’è pericolo che il paese prenda fuoco. Soprattutto adesso che sappiamo che ci sono persone, a mio parere, del posto che compiono questi atti. Tre incendi in tre giorni. Il portone della chiesa del Carmine. È evidente che si tratta di qualcuno che o bazzica questa zona oppure vive qui».

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