Il Tirreno

Montecatini

la polemica 

«Non sono infetti né molesti cercano una vita migliore»

Simona Peselli
«Non sono infetti né molesti cercano una vita migliore»

Innocenti replica all’ex assessore Schiavelli: un mediatore culturale mi dà una mano con i tunisini che fanno la quarantena nel mio albergo

3 MINUTI DI LETTURA





Simona Peselli

montecatini. «Non bisogna temere e aver paura di quello che non conosciamo. I nostri ospiti sono educati e persone per bene. Non vogliono togliere niente a nessuno, ma hanno soltanto il desiderio di costruire una vita migliore». Valeria Innocenti, proprietaria dell’albergo Innocenti in via Gioberti, replica seccamente alle accuse dell’ex assessore Alessandro Schiavelli.

Il politico, solo pochi giorni fa, aveva esternato con disappunto l’arrivo di un gruppo di tunisini nell’hotel per la quarantena, lamentando che i giovanotti causavano problematiche di convivenza con i vicini. «È una falsità – chiosa Innocenti – Nessuno di loro è positivo. Stanno soltanto facendo la quarantena nel nostro albergo. È vero, sono giovani, sono tunisini. Ma questi due aspetti certamente non li trasformano in belve assetate, pericolose e infette. Anzi. Sono persone che hanno abbandonato la propria patria. E lontane dalla famiglia».

I 25 stranieri stanno soggiornando nella dependance, che di fatto è materialmente staccata dal corpo principale, che invece continua ad ospitare i clienti termali. «È stato detto che di notte fanno confusione – continua Valeria Innocenti – Personalmente ho parlato con tutti i miei vicini che mi hanno ribadito che non è vero. Sono arrivati senza conoscere la nostra lingua e le abitudini italiane». L’albergatrice ha contattato un mediatore culturale. «Questo mediatore come volontario si occupa di spiegare loro il comportamento e quello che si può o meno fare. Non è vero che sono tutti ragazzi. Ci sono anche due bambine di dieci anni, una donna incinta e il marito, e un’altra sola con la sua mamma». E sul comportamento dei tunisini Innocenti non ha dubbi. «Sono rispettosi, puliti nelle loro stanze, e appena ci vedono ci danno il saluto. Quello che gli portano, mangiano. Non ci chiedono nulla. Magari diamo di nostra spontanea volontà un succo di frutta alle bimbe. In camera guardano la tivù. I ragazzi hanno dai 22 ai 35 anni e con il cellulare chiamano sempre a casa per rassicurare le famiglie. Non sanno nulla del loro futuro. Non hanno il Covid».

Il gruppo è composto da 26 fra uomini donne e bambini ed è arrivato lunedì notte. «Queste persone hanno bisogno di aiuto, non si può girargli le spalle o trattarli come nemici – chiosa Valeria – Non è umano. Le bambine sono dolcissime. In inglese ci dicono “thanks” per ogni cosa. Hanno otto e dieci anni. Le mie amiche hanno portato delle bamboline, vestiti, quaderni, pennarelli e colori. Le mamme hanno accettato tutto con gratitudine. Le piccole si sono affacciate alla finestra cantando in inglese i love you». La stagione turistica per gli albergatori è solo un lontano ricordo. «È un momento di crisi per tutti. Lo capisco – continua Innocenti – Ma loro non sono dei nemici. Adesso sono qui a Montecatini. Ma non si sa dove andranno». Nel gruppo tutti hanno qualche problema, anche molto grave. «C’è anche un ragazzo che non cammina bene e ha bisogno di cure. Non c’è da aver paura – dichiara Valeria – Ma capire come porsi. Gli abbiamo scritto un messaggio di benvenuto in arabo. Gli orari del pranzo e della cena appena sono arrivati. Non seminiamo odio e non diffondiamo la sensazione di terrore nelle persone».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa