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Schiamazzi notturni nell’albergo sanitario

Simona Peselli
Schiamazzi notturni nell’albergo sanitario

L’ex assessore Schiavelli è sconcertato: «Decine di persone arrivate coi barconi  ospiti nelle nostre strutture: se sono in quarantena perché entrano ed escono?»

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Simona Peselli

MONTECATINI. Svegliarsi in piena notte per gli schiamazzi e scoprire che nell’hotel sanitario davanti a casa sono ospitati decine di tunisini. «Non mi sembra giusto né normale che una città turistica in pieno centro, in una stradina piccola offra lo spettacolo di una calca di questi ragazzi – chiosa Alessandro Schiavelli, 57 anni, ex assessore – non so neppure se questo albergo ha il portiere di notte per controllare che non scappino. Questi sono aspetti tutti quanti da verificare». Lo stesso Schiavelli denuncia di aver visto i giovanotti che dovrebbero stare in quarantena aggirarsi tranquilli nella zona.

«Questi ragazzi non restano solo in albergo, ma stazionano anche sui marciapiedi. E la vedo dura tenerli dentro la struttura – aggiunge Schiavelli – Montecatini in queste condizioni non la voglio vedere. È una città che non mi appartiene». L’ex assessore si pronuncia contro certi albergatori.

«Il business in questo momento ha superato la coscienza. Posso capire che tante persone in questo momento si trovino in difficoltà economica, ma la soluzione a queste condizioni non l’accetto – afferma Schiavelli – io non posso uscire di casa e trovarmi queste persone che mi controllano e mi osservano. Non mi sento più sicuro nella mia città. Né per me e tanto meno per le mie figlie quando mi vengono a trovare. Penso alle signore anziane da cui ho sentito molte proteste». Sicurezza e decoro in pericolo. «Montecatini è allo sbando. La politica regionale ci sta rifilando qualsiasi cosa. E noi non abbiamo potere politico per opporsi– esclama Schiavelli – Ovviamente come si dice nel basket senza le palestre non si gioca e se continuiamo con persone che affittano gli appartamenti a chi non ha reddito, extracomunitari che spacciano, e fanno prostituire le mogli. Non si può vedere arrivare negli alberghi che erano per i turisti questo tipo di persone. In Tunisia non c’è guerra, piuttosto ci sono comodi alberghi sul mare. Poi sono tutti maschi. Ma le donne dove sono, non scappano? E i bambini? Mi sento preso in giro da questa situazione». L’ex assessore risponde anche ai commenti del presidente Apam. «Leggendo le dichiarazioni di Carlo Bartolini sul Tirreno resto esterrefatto. Covid come occasione per gli albergatori di Montecatini? I padri fondatori di questa città non pensavano di farla diventare un ospedale a cielo aperto. Sto valutando seriamente di andarmene mi sento un estraneo». Davanti alla casa di Schiavelli, ex assessore tutto comincia due notti fa. «Alle quattro del mattino ho sentito gente che parlava a voce alta in una lingua che mi sembrava arabo – racconta Schiavelli –. Quindi ho pensato che si trattasse di altri profughi fuggiti dall’Afghanistan. Ma la mattina dopo quando ho aperto la finestra ho visto che dalle finestre spenzolavano panni, teli, e ragazzi seduti. Sono sceso e mi sono trovato davanti a tutti questi ragazzoni al massimo di trent’anni. Ho chiamato il sindaco che mi ha confermato che non si trattava di afghani, ma tunisini. Che non si capisce bene quale sia la loro provenienza. Sono profughi arrivati con il barcone e quindi devono fare la quarantena? Quindi grazie ad albergatori lungimiranti eccoli qui».

Dal municipio il primo cittadino è molto chiaro. «Purtroppo il comune non c’entra nulla è un rapporto diretto fra Regione e albergatori che hanno aderito al bando – commenta Baroncini –. Sono in un hotel sanitario, resteranno solo per il periodo dell’isolamento».

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