Il Tirreno

Montecatini

doppio appuntamento  

Un convegno di architettura su Mazzoni

Roberto Grazzini

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Montecatini. Due appuntamenti a scadenza ravvicinata e senz’altro molto partecipati, ideati con la ferma intenzione di riscoprire opere e tesori architettonici sul territorio valdinievolino più o meno nascoste in una full immersion nel segno di Angelo Mazzoni, designer, ingegnere e architetto bolognese.

Questo e non solo, il senso della presentazione dell’iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione comunale rappresentata dal vice sindaco Francesca Greco ieri nella sala consiliare di viale Verdi.

Del resto, Mazzoni, spinto dal fuoco sacro del movimento futurista, fu uno dei maggiori progettisti di edifici pubblici, stazioni ed edifici ferroviari e postali della prima metà del XX secolo ed è a lui che si deve la progettazione e la costruzione della stazione ferroviaria di Montecatini situata all’imbocco dell’autostrada.

Di lui e delle sue innovative creazioni se parlerà sia il 3 che il 10 settembre dalle 16,30 alle 20,30 allo stabilimento Tamerici che ospiterà il convegno internazionale denominato “Mazzoni architetto d’interni e designer” come hanno esaustivamente spiegato ieri il professor Ezio Gondoli, presidente dell’Associazione Cedacot e l’architetto Claudia Massi, che fa parte del consiglio direttivo di tale associazione.

Eclettico nell’espressione progettuale, Mazzoni ha speso buona parte della sua attività professionale come ingegnere capo per le Ferrovie dello Stato, realizzando significativi interventi in tale ambito nelle maggiori città italiane: Firenze, Messina, Milano, Roma nonché numerosi edifici pubblici, tra i quali spiccano gli edifici postali di Grosseto, Sabaudia, Latina, Ostia, Palermo e Trento.

Il notevole grado di sperimentazione che caratterizza l'opera complessiva di Mazzoni rende difficile ridurre ad un unico comune denominatore il suo linguaggio.

Lo testimonia la varietà stilistica cui sono improntate alcune delle sue opera più significative, come la Colonia Rosa Maltoni Mussolini di Calambrone presso Pisa (1925-1926), futurista, l'edificio postale di Pola (1930), razionalista, o la Centrale termica della Stazione ferroviaria di Firenze, costruttivista.

Roberto Grazzini

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