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Montecatini

l’accoglienza 

Positiva al Covid una famiglia di profughi Slitta la partenza

Simona Peselli

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MONTECATINI. Una famiglia di quattro profughi risultata positiva al Covid è stata trasferita in un altro albergo sanitario, mentre una parte di persone che erano entrate in contatto con loro sono state messe in isolamento sanitario sempre all'interno degli alberghi dove sono giunti nei giorni scorsi. Quindi per i profughi afghani non ci saranno partenze imminenti da Montecatini «Per ora non vanno da nessuna parte – spiega Federica Rastelli, assessore alle politiche sociali – perché non hanno finito la quarantena. Dalla Regione ci dicono di finire la quarantena, rifare i tamponi e aspettare i risultati, dopo entreranno nella rete Sai. Alcuni di loro sono già sistemati dal momento che lavoravano da anni con l'Europa e con l'Italia. Saranno loro a scegliere. Vedremo poi cosa accadrà. Il ministero è stato chiaro sulle direttive che ha dato alla prefettura. Si tratta di famiglie e dovranno vivere in case e non in centri di accoglienza. Probabilmente prima di uscire dalla quarantena verranno vaccinati. Ci muoviamo giorno per giorno». Il sindaco Luca Baroncini aggiunge: «Nessuno vuole mandare via nessuno. I profughi staranno negli alberghi sanitari finché non finiranno il percorso di isolamento. Non possiamo stabilire una data precisa di fine della quarantena. Anche perché una parte di loro sono stati a contatto con positivi. Ovviamente tutti dovranno rifare il tampone per essere sicuri che siano negativizzati prima di uscire».

«E' arrivata anche l'indicazione che sarebbe meglio vaccinarli prima di farli uscire – continua il sindaco – Quindi potrebbero volerci altri giorni, ma questo è competenza della Asl. Mi ha fatto grande piacere vedere il modo in cui Montecatini si è mobilitata per aiutare queste persone. Ringrazio la protezione civile comunale e regionale e le associazione di volontariato per il lavoro che stanno facendo». Nel futuro dei profughi c’è la possibilità di aderire al percorso di accoglienza in appartamenti,case, bed and breakfast o strutture idonee per lunghi periodi. La competenza dell’assegnazione spetterà alla Prefettura. «Entrano a far parte di un percorso anche nazionale – conclude Baroncini – Questo non perché vogliamo cacciarli dagli alberghi, anzi. Vogliamo che venga rispettata la loro dignità, si tratta di famiglie che hanno bisogno di un’abitazione».

Simona Peselli

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