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Montecatini

Il risveglio delle terme 

Tornano le code al Tettuccio sembra di essere nel 2019

Simona Peselli
Tornano le code al Tettuccio sembra di essere nel 2019

Quelli che fanno le cure sono soprattutto italiani, gli stranieri vengono in visita La direttrice Scaramuzzino: «L’ingresso nell’Unesco ottimo trampolino di lancio»

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Simona Peselli

MONTECATINI. La fila fuori dallo stabilimento termale Tettuccio non si vedeva da quasi due anni. Da quando a causa della pandemia e delle chiusure delle frontiere, italiani, ma soprattutto americani e russi, avevano abbandonato la città termale. Eppure da poche settimane sono tornati in tanti: coppie, famiglie, gruppi di amici, specialmente con la proclamazione a fine luglio di Montecatini nella lista del patrimonio Unesco, arrivata durante la quarantaquattresima sessione estesa del Comitato del Patrimonio mondiale a Fuzhou, in Cina.

Per entrare a visitare le bellezze storiche, artistiche e architettoniche del Tettuccio, ma anche il parco secolare, si può accedere alle 11 con soli 6 euro. È obbligatorio esibire il green pass. Mentre per chi fa la cura idropinica dalle 8 del mattino non è necessario. Alle Terme Redi per la piscina, i trattamenti e la fisioterapia serve sempre per accedere il green pass.

Sui social e i profili boom di fotografie e selfie sfruttando la maestosità del Tettuccio. Una bella pubblicità per Montecatini.

Manela Scaramuzzino, direttore sanitario delle Terme di Montecatini fa il punto della situazione raccontando di cifre e statistiche. «Dai primi di agosto c’è stato un picco e un aumento delle presenze alle Terme. Sia alle Redi che al Tettuccio – conferma la direttrice sanitaria –. Sicuramente l’entrata nell’Unesco ha aumentato notevolmente quelli che sono gli accessi per visita allo stabilimento. Quindi non dei curisti. Comunque fra il primo di agosto e il 16 sera avevamo 360 ingressi al Redi per cure e 350 al Tettuccio, di cui un po’ di più della metà arrivati soltanto per visitare lo stabilimento».

Alberghi in città tutti esauriti anche da una clientela nazionale che non è potuta andare all’estero o che ha preferito restare in patria. «C’è sicuramente una ripresa turistica interna: sono per lo più turisti italiani quelli che vengono a fare le cure – aggiunge Scaramuzzino –. Mentre francesi, svizzeri, europei in genere vengono per vedere lo stabilimento, quindi a fare un turismo culturale più che medicale».

Montecatini e l’Unesco. «L’ingresso nell’Unesco a mio avviso è stato un ottimo trampolino di lancio per la ripresa della stagione 2021. Si associa la voglia di viaggiare. La meta per l’italiano è proprio la Toscana – afferma Scaramuzzino –. La cosa buona è che al momento abbiamo ancora un discreto numero in linea con quelli che sono i dati attuali di prenotazioni fino al 15 settembre. Speriamo che questo trend sia solo l’inizio di un finale di stagione che prosegua per tutto ottobre. Al momento i dati parlano che sicuramente fino a settembre procederà a gonfie vele».

Finalmente buone notizie. «Per me si tratta di un segnale ottimo, perché siamo poco sotto rispetto ai dati del 2019, mese su mese, chiaramente non della stagione intera – dice Scaramuzzino – ma agosto e settembre siamo in linea con il 2019. Quindi direi molto bene».

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