Gioco
Al Parco di Pinocchio gli anziani dell’Auser faranno gli attori per la festa dei bimbi
Collodi: cinque aree per fare da sfondo a un esperimento teatrale che è stato battezzato “racconti dalla pancia del pescecane”
Giancarlo Fioretti
COLLODI. L’Auser di Pescia mette in scena i suoi protagonisti. Gli anziani del territorio, nell’ambito del progetto #iorestoattivo 2021, saranno infatti le voci narranti e gli attori principali di una serie di significative rappresentazioni teatrali che il 24 agosto si svolgeranno al Parco di Pinocchio. La data dell’evento non è casuale: quel giorno è infatti la festa di San Bartolomeo, patrono di Collodi, tradizionalmente molto osservata.
Nel Parco di Pinocchio verranno individuate 5 aree, che faranno da sfondo a un esperimento teatrale assolutamente suggestivo. In un primo momento, l’organizzazione aveva pensato di utilizzare per l’evento il Giardino di Villa Garzoni ma, per motivi logistici, si è preferito optare per il parco-favola tematico più famoso d’Italia. Oltre agli anziani dei centri Auser, il progetto vedrà coinvolti anche un certo numero di musicisti, che accompagneranno le performance degli artisti per un giorno.
Il confronto con la scena, arriverà comunque dopo un lungo percorso fatto di impegno e applicazione, che sta coinvolgendo gli anziani sin dal 1° di giugno. Innanzi tutto, sono state messe a fuoco le tematiche da stendere nei canovacci di prova, che attingono tutte dal vissuto stesso degli anziani. Trovandosi nei luoghi collodiani per eccellenza, il progetto non poteva che chiamarsi “Racconti dalla pancia del pescecane”. Il richiamo alla comune permanenza di Pinocchio e Geppetto nella pancia della balena (o del pescecane, visto che Lorenzini usa scambievolmente questi due termini) non è certo casuale. Può evocare infatti l’immagine del buon Geppetto che, ritrovato il suo monello, non la smette più di raccontare tutte le sue peripezie. Nel linguaggio comune, inoltre, “raccontare di pancia” vuol dire raccontare sinceramente, senza i filtri delle convenzioni. Ed è proprio quello che gli anziani dell’auser intendono fare.
Dopo un anno e mezzo di lutti e restrizioni legate alla pandemia, in molti hanno magari perso una persona cara oppure sono stati ristretti nel coltivare i loro affetti. Ecco quindi che il teatro diventa una vera e propria terapia, una valvola di sfogo a delle tensioni e a delle paure lungamente represse.
Seguendo poi un lodevole intento documentaristico, ogni attività svolta nell’ambito del progetto verrà filmata, per la produzione di un cortometraggio che testimoni l’esperienza svolta. Inoltre, le storie che gli anziani faranno emergere dai meandri della loro memoria (o, metaforicamente, dalla pancia del pescecane) saranno poi utilizzate per un’apposita pubblicazione che sarà data alle stampe nei mesi successivi. Gli spettacoli inizieranno alle 18 e, per il loro svolgimento, verranno seguite tutte le procedure di sanificazione e di distanziamento. Obbligatorio l’uso della mascherina.
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