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Il saluto commosso a un grande albergatore e protagonista della città
I funerali di Tullio Pancioni nella chiesa di Sant’Antonio di Montecatini
MONTECATINI. L’addio all’albergatore e imprenditore Tullio Pancioli è arrivato giovedì 5 agosto alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio di Montecatini Terme. In un caldo giorno di agosto. In quella città che il commendatore aveva tanto amato e per cui si era prodigato in ogni modo per tutta la sua lunga vita. La comunità si è stretta in un grande abbraccio alla moglie Melita, ai figli, ai nipoti e a tutta la sua grande famiglia. Sono arrivati anche da fuori Toscana per dare l’ultimo saluto a Pancioli: albergatori, politici e imprenditori che negli anni hanno lavorato al suo fianco. Non è mancata la rappresentanza principale del Comune di Montecatini presente con il gonfalone, assessori e il sindaco che ha voluto salutare il suo illustre concittadino.
«Simbolo della città, un grande della storia di Montecatini – ha commentato Luca Baroncini – che ha fatto la storia degli albergatori. Un imprenditore di successo carismatico, un montecatinese vero che non ha pensato solo alle sue aziende e alla sua famiglia ma al bene di tutta la comunità. Ha costruito il palazzo dei congressi, importante struttura per la città, il golf, è stato il presidentissimo della Montecatini calcio. Ha fatto tutto con preparazione e impegno. È stato consigliere comunale, presidente degli albergatori, protagonista della vita termale».
Hanno ricordato la figura del padre anche i figli Elio e Cristina ringraziandolo per esserci sempre stato. Parole commosse anche dall’amico ex sindaco Amedeo Bartolini. «Si collocava tra i primi ed è sempre stato a servizio della comunità – ha detto Bartolini – un imprenditore di grande statura. Come non ricordare le nostre numerose spedizioni a Roma, alla Rai, tutte spesate di tasca nostra, perché allora usava così, per far pressione sui vertici. Pancioli contava su amicizie importanti e voleva riprendere le trasmissioni televisive che tanto portavano alla celebrità di Montecatini. E nel 1992 a Roma, al ministero delle Partecipazioni statali per contattare il ministro Guarino e bloccare l’ipotesi che il primo governo Amato aveva messo allo studio con l’obiettivo di vendere e privatizzare la società Terme di Montecatini, allora di proprietà statale Eagat. Ipotesi che riuscimmo per il momento a far rinviare» .
S. P.
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