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Movimenti dentro il Pd 

Bracali al posto di Rucco e il segretario vuole lasciare

David Meccoli
 Bracali al posto di Rucco e il segretario vuole lasciare

Cambio della guardia già annunciato alla guida dei consiglieri comunali Dem mentre le dimissioni di Fabio Gigli sono state “congelate” per un ripensamento

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David Meccoli

MONTECATINI. Un po’ alla chetichella, complice l’atmosfera da “rompete le righe” agostana, nel Pd si sono consumati due ribaltoni che hanno portato l’uno alla nomina di un nuovo capogruppo consiliare, e l’altro alle (per ora solo annunciate e poi congelate) “quasi dimissioni” da parte del segretario comunale.

Il primo dei due mini-scossoni ha visto protagonisti Ennio Rucco ed Helga Bracali. L’ex candidato a sindaco era infatti diventato capogruppo del Pd nel settembre 2019, dopo il passaggio di Edoardo Fanucci in Italia Viva. Già allora si era fatto il nome della Bracali quale possibile nuova “guida” dem, ma evidentemente i tempi sono diventati maturi solo adesso. E l’ufficialità del passaggio del testimone è stata comunicata durante l’ultimo consiglio, seppure sia sfuggita ai più.

«Il tutto è avvenuto senza polemiche e senza alcun motivo particolare», commenta Bracali. Che poi fa il punto anche sull’altra vicenda. Fabio Gigli avrebbe infatti presentato le sue dimissioni da segretario del partito. Interpellato, il diretto interessato minimizza («Non c’è ancora niente di ufficiale»), ma resta un certo mal di pancia non tanto verso il Pd locale, quanto quello regionale.

«Da parte di Gigli – dice Bracali – c’è un po’ di delusione verso la scarsa attenzione delle politiche regionali nei confronti della nostra città. Stiamo cercando di far rientrare la vicenda, tenuto conto anche del fatto che, comunque, a ottobre si svolgerà il congresso del partito che rinnoverà le cariche. Mi auguro che Fabio possa ripensarci: nel frattempo le dimissioni non sono state formalizzate e si è preso qualche giorno, poi farà le sue valutazioni».

E intanto il Pd interviene in tema di sicurezza. «Ogni volta che il nucleo sicurezza del territorio della polizia municipale fa un intervento, la città deve assistere al puntuale e stucchevole intervento di autoincensamento dell’assessore pro tempore (Emiliano Corrieri, nda). La verità però è che il nucleo interno alla polizia locale è stato costituito a dicembre 2018 e le attività che l’assessore si intesta hanno avuto inizio prima del suo arrivo e proseguono nonostante i tagli alla sicurezza. Difatti, il comando è passato da 29 a 25 vigili e il nucleo è passato da 3 a 2 unità».

«Da quando c’è questo assessore – prosegue il Pd – degrado e criminalità sono diventati variabili indipendenti da responsabilità del Comune. Ecco quindi che una rapina con lui all’opposizione è colpa della giunta, mentre una rapina con lui in giunta è una cosa che accade dovunque e non dipende dall’amministrazione».

«Questi amministratori – conclude la nota – sono andati a prendere i voti promettendo pulizia, azzeramento del degrado, controlli a tappeto su residenze e contratti d’affitto. Il risultato a quasi metà mandato è una città peggiorata sotto tutti i punti di vista». —

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