Gioco
Turismo in rosso nel 2020: peggio di Montecatini ha fatto solo Firenze
Il calo di presenze è del 77,6 per cento (-80,7 il capoluogo). E intanto le prenotazioni sono ferme ad agosto
David Meccoli
MONTECATINI. Un crollo senza precedenti, con Montecatini e la Valdinievole al secondo posto – tra chi ha fatto peggio – dietro solo a Firenze. Con tre ulteriori aggravanti: il fatto che parliamo non di numeri assoluti, ma di percentuali 2020 rispetto al 2019; la (molto) relativa “tenuta” non solo delle località di mare (come era prevedibile), ma anche di altre aree interne; la quasi “disintegrazione” del turismo straniero e per gruppi (le due categorie su cui si fonda l’incoming montecatinese).
A Firenze l’Irpet (istituto di programmazione economica della Toscana), ha presentato ieri il rapporto 2020 sul turismo. E ci ha mostrato la drammaticità di questo determinante settore economico del nostro territorio. Il turismo in Toscana, rileva l’Irpet, segna alla fine nel 2020 il 54,3 per cento di presenze in meno (il numero misura il complesso dei giorni di permanenza, moltiplicato per i turisti che sono arrivati). Il comparto più penalizzato è quello straniero (-76,5 per cento) rispetto alle presenze di italiani (-28,7 per cento).
Questi almeno sono i dati nelle strutture ricettive ufficiali perché, rilevano sempre gli analisti, se si potessero quantificare i flussi anche degli affitti di case indipendenti e degli appartamenti “non ufficiali” (AirBnb, ad esempio) le perdite sarebbero probabilmente inferiori rispetto a quelle che appaiono (sempre l’Irpet stima un -45,3 per cento complessivo). I turisti hanno prediletto la rarefazione delle persone e la natura: due dati di cui far tesoro, assieme a un’esperienza turistica sempre più digitale e con prenotazioni estremamente flessibili. Quanto al turismo organizzato (ahinoi), la maggior parte degli esperti non prevede un ritorno ai livelli pre-pandemia prima del 2023 o anche fino al 2024.
A mitigare il crollo ci hanno pensato, grazie soprattutto al breve boom estivo, gli italiani, che storicamente costituiscono però in Toscana (e soprattutto a Montecatini) solo una percentuale piccola dell’intero movimento, fatto da sempre di turisti in arrivo per lo più da oltralpe e da oltre oceano. In termini di ambiti turistici, l’area fiorentina segna un –80,7 per cento, la più penalizzata; –77,6 per la Valdinievole e Montecatini e –69,1 per la piana di Lucca.
Le presenze nel Chianti arretrano del 67,3 per cento, del 61,4 a Prato, del 60,5 nel Mugello, del 61,2 in Garfagnana e media valle del Serchio, legata la turismo americano e inglese che gravita su Lucca. E poi ancora –57,1 per cento per la Valdichiana senese, –55,3 per le Terre di Siena, –53,8 per Valdelsa ed Etruria Volterrana. Tutti territori frequentati in gran parte da stranieri.
Al contrario hanno retto meglio le aree maggiormente frequentate da italiani: –25,1 per cento per la Maremma, –25, 6 per la riviera apuana, –30,2 per la Costa degli Etruschi e l’Elba, mentre il calo è più profondo in Versilia (-50,5 per cento).
Limitano in parte i danni anche Casentino (-38, 5 per cento), Val Tiberina (-38,8) e Amiata (-40,4), Pistoia e la montagna pistoiese (-41,2) e Lunigiana (-45,2).
E non sembra esserci ottimismo nemmeno per l’immediato futuro. «Ad agosto – dice il presidente dell’Apam Carlo Bartolini – probabilmente a Montecatini si lavorerà, come già fatto nel 2020. Ma le prenotazioni per settembre e ottobre sono ferme. Predomina il last minute e l’incertezza causata dal Green Pass certo non aiuta: le Regioni hanno chiesto un’esenzione per gli hotel, ma ancora non si sa niente. Con quali mercati dovremmo ripartire? Vero, ci sono un po’ di italiani, ma sono del tutto assenti gli americani, i russi e gli inglesi (per i quali vige la quarantena di 5 giorni). Nel 2021 la diminuzione delle presenze sarà comunque nell’ordine del 40-50 per cento e la vera svolta si avrà solo nel 2023-24».
«Di ripartenze – conferma Fabio Cenni, presidente Assohotel – non ce ne sono all’orizzonte. A oggi si ferma tutto verso il 22-23 agosto e le cancellazioni da parte degli stranieri sono ancora all’ordine del giorno. Per la nostra categoria sarà purtroppo un altro lungo inverno…». —
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