Attenzione
Insegnante dell’Agrario condannata a risarcire
Per la Corte le Conti dovrà versare 103mila euro a causa dell’attività svolta nella società Aquapur Multiservizi di Capannori
Massimo Donati
PESCIA. Secondo la Corte dei conti, non avrebbe potuto svolgere quell’attività extraprofessionale, in quanto insegnante di chimica a tempo indeterminato – e perciò pubblica dipendente – all’istituto agrario “Anzilotti” di Pescia e, prima ancora, alla scuola Giuseppe Ungaretti di Altopascio. E per questo i giudici contabili hanno condannato Lara Pacini, 52 anni, presidente Aquapur Multiservizi spa di Capannori, al risarcimento del danno erariale alle due scuole, proprio a causa del suo ruolo di vicepresidente e presidente svolto senza autorizzazione alternativamente dal 2011 al 2017 all’interno dell’azienda partecipata della Lucchesia. In base alla sentenza di primo grado dovrà pagare complessivamente poco più di 103mila euro.
L’indagine da parte della procura della Corte dei conti della Toscana aveva preso il via in seguito a un esposto arrivato il 26 marzo 2018 sulla presunta attività extra-professionale non autorizzata. E dall’istruttoria era emerso che Lara Pacini, docente all’Anzilotti di chimica e trasformazione dei prodotti, aveva comunicato alla dirigente scolastica di essere stata nominata (il 5 luglio 2017) presidente del cda della Aquapur Multiservizi spa solo con una nota protocollata il 2 ottobre successivo. Dopodiché, gli accertamenti eseguiti dalla Guardia di finanza avevano fatto emergere che la prima nomina nella partecipata risaliva addirittura al 1° giugno 2011, entrata nel cda come rappresentante del Comune di Capannori in qualità di vicepresidente. Secondo la prevista alternanza con i rappresentanti degli altri Comuni azionisti della partecipata, il 1° gennaio 2013 era stata nominata presidente, il 23 aprile 2014 nuovamente vicepresidente e così via fino alla nomina a presidente che aveva fatto partire l’esposto, il 5 luglio 2017, l’unica, in base agli accertamenti eseguiti, per la quale l’insegnante avrebbe fatto una comunicazione ufficiale e al proprio dirigente scolastico. Ma soprattutto, per gli incarichi avuti dal 2011 al 2017 – ritenuti retribuiti dai giudici – non avrebbe mai chiesto l’autorizzazione, obbligatoria, secondo i giudici, in quanto dipendente pubblica, in base all’articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001. Che prevede come in caso di mancata autorizzazione i compensi ricevuti per l’attività extra-professionale debbano essere versati nelle casse dell’amministrazione pubblica di appartenenza.
I giudici hanno respinto tutte le tesi difensive: non si trattava di compensi ma di indennità per lo svolgimento di un servizio pubblico per conto di un’altra pubblica amministrazione; alla quale sarebbe dovuto spettare l’onere di chiedere l’autorizzazione preventiva; l’assenza di dolo sarebbe dimostrata dalla pubblicità degli incarichi ottenuti, negli anni più volte riportati anche sulla stampa.
Fatto sta che i giudici fiorentino hanno condannato Lara Pacini a risarcire per danno erariale l’importo netto delle indennità percepite da Aquapur dal 2011 al 2017, riversandole nelle casse delle scuole in cui aveva lavorato in quegli anni: 73mila euro alla “Giuseppe Ungaretti” di Altopascio e poco meno di 30mila all’Istituto tecnico agrario di Pescia. —
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