Sicurezza
Fiore non rinnova la tessera della Lega
Il medico dell’Asl in pensione ha rappresentato negli anni diversi partiti di destra. «Non condivido le recenti scelte»
Montecatini. Esce dalla Lega Giuseppe Fiore e la notizia si diffonde subito, anche sui social, come un tam tam.
Diabetologo e internista della Asl centro, per molto tempo in servizio a Pescia, in pensione da circa un anno, ha sempre partecipato attivamente alla politica del territorio, militando in vari ruoli sempre in partiti dell’area della destra. Sollecitato dal Tirreno, ha confermato di aver fatto un passo indietro a causa delle divergenze con le scelte fatte dal partito a livello nazionale su ogni fronte.
“La presente – si legge nella lettera inviata ai comitati competenti – per comunicare le mie dimissioni dalla carica di componente il Comitato indirizzo e controllo dell’Azienda regionale di Sanità della Toscana. Tale carica mi è stata conferita in “quota” Lega. Però, dopo qualche mese di travaglio personale legato alle recenti scelte politiche del partito, nelle quali non mi riconosco, sono giunto alla conclusione di non rinnovare la tessera di iscrizione per l’anno in corso e di chiudere la mia militanza nel partito. Pertanto, mi sembra corretto abbandonare fin da subito tale ruolo a favore di chi si senta rappresentato e, soprattutto, si senta in grado di rappresentare il movimento cui appartiene”
Politicamente attivo da più di 20 anni, è stato segretario provinciale de La destra dal 2007 al 2014. E, prima ancora, dal 1994 segretario provinciale di Alleanza Nazionale nel territorio della Valdinievole.
Nel 2000 è stato candidato alle regionali per Alleanza Nazionale e nel 2009 candidato sindaco de La Destra a Montecatini.
Nell’ambito delle sua funzione politica, Fiore non ha mai nascosto il proprio disappunto per varie scelte dei partiti ai quali è stato iscritto, dimostrando in più occasioni di essere una voce fuori dal coro. Più volte si è battuto per le sue idee sulla gestione del nostro territorio.
«Montecatini – ha esclamato Fiore durante incontri e dibattiti – non è di sicuro il Bronx o un quartiere degradato delle grandi città. È una realtà turistica che, fino a 15 anni fa, viveva in una situazione tranquilla. Poi, in modo esponenziale, si è portata al livello alla pari di realtà colpite da un importante degrado. Ho sentito parlare di persone anziane che hanno scelto di tenere le finestre chiuse, anche se sprovviste di condizionatore, o hanno chiesto ai figli di andare a dormire a casa loro, perché erano terrorizzate dai ladri». —
Giovanna La Porta
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