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Bonifica, ora torna l’ipotesi dell’ex Consorzio del Padule

Luca Signorini
Bonifica, ora torna l’ipotesi dell’ex Consorzio del Padule

Prima riunione della commissione per la revisione del Piano di classifica convocata per trovare soluzioni agli aumenti sproporzionati del Basso Valdarno

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Luca Signorini

Valdinievole. C’è anche l’ipotesi di un ritorno all’antico per riequilibrare l’importo della tassa di bonifica nei territori gestiti dal Consorzio Basso Valdarno. Ovvero ricostituire le tre Unità idrografiche omogenee che, nel 2014, hanno dato vita all’ente consortile di area vasta: le pisane ex Fiumi e Fossi ed ex Valdera, e la pistoiese-fiorentina ex Padule di Fucecchio, che comprende anche il territorio della Valdinievole.

“È una soluzione che reputo molto interessante, vorrei puntare l’attenzione sul recupero degli ambiti originar», osserva Pietro Neri, consigliere valdinievolino del Consorzio che fa parte della commissione istituita per la revisione del Piano di classifica, sul quale le aliquote vengono calcolate. La commissione si è insediata lo scorso 8 luglio e si riunirà di nuovo entro la fine di agosto. Durante il primo incontro è stato presentato il documento elaborato dai tecnici del Consorzio con la collaborazione di Massimo Rovai e Federico Preti, professori dell’Università di Pisa e di Firenze.

Sono sei le ipotesi sulle quali è aperto il confronto tra le varie anime che compongono il tavolo di lavoro, rappresentativo dei vari territori serviti (l’area è vasta, 200mila ettari di superficie con 4.172 chilometri di reticolo idraulico). C’è l’opzione di mantenere una unica Unità idrografica di area vasta, oppure la zona Pisana distinta da Valdera, Egola e Padule di Fucecchio, che si ritroverebbero insieme. E ancora da una parte Pisa e dall’altra il resto del territorio, l’ipotesi con tre Unità (Pisa, Valdera e, unite, Egola, Montalbano e Valdinievole), poi ricostituire ex Fiumi e Fossi, ex Valdera ed ex Padule, ma considerarli come un solo bacino di riferimento. Infine, come detto, ritornare alla suddivisione originaria dei tre ambiti consortili.

«Il clima in commissione è molto positivo – afferma Neri – adesso bisogna sviluppare le varie ipotesi, dati alla mano». L’obiettivo è tornare alla tariffa applicata quando il Consorzio era del Padule di Fucecchio, in sostanza riequilibrarla e renderla equa per tutti i territori. I contribuenti della Valdinievole già dal 2016 sono stati penalizzati a vantaggio del territorio pisano: bollette gonfiate, in alcuni casi aumenti a tre cifre. La battaglia per la riduzione della tassa consortile aveva portato alla nascita del comitato Consorziati Valdinievole (del quale Neri è stato fondatore), che si è fatto sentire contribuendo in buona misura al commissariamento della precedente assemblea consortile, con la Regione Toscana che ha destituito l’allora presidente Marco Monaco, costringendo in pratica alle dimissioni il direttore generale Giovanni Bracci. Adesso la nuova gestione affidata a Maurizio Ventavoli affronta finalmente la questione che sta più a cuore ai cittadini: l’importo della gabella. –

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