Il Tirreno

Montecatini

Cacciati dai locali della movida per un anno

Un fotogramma del video postato su Facebook che riprendeva la rissa nel “viale della movida”
◗
Un fotogramma del video postato su Facebook che riprendeva la rissa nel “viale della movida”

Il questore fa scattare il divieto di accesso per cinque dei giovani protagonisti delle risse notturne del 3 e del 4 luglio a Montecatini

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Per un anno non potranno mettere piede in bar, caffè, gelaterie, pasticcerie e altri esercizi pubblici del genere di Montecatini. E neppure starsene nelle immediate vicinanze. Il provvedimento del questore di Pistoia, Giovanni Battista Scali, è scattato nei confronti di cinque dei giovani protagonisti delle risse scoppiate nella città termale nelle nottate del 3 e del 4 luglio tra via Rosselli e via Amendola, nelle adiacenze dei noti locali della movida montecatinese “Acqua” e “Bar Condicio”.

Destinatari dei provvedimenti di divieto di accesso sono giovani residenti nelle province di Pistoia, Pisa e Firenze individuati grazie alle indagini portate a termine dagli investigatori del commissariato di Montecatini, che ha acquisito le immagini dei filmati e raccolto le testimonianze di coloro che erano presenti al momento delle due risse avvenute.

Grazie al lavoro svolto dai colleghi del commissariato, la Divisione di polizia anticrimine della questura, «valutata la gravità delle condotte tenute dai cinque giovani – si spiega in una nota della questura – per l’ordine e la sicurezza pubblica – poiché realizzate all’interno o nelle immediate vicinanze di pubblici esercizi e locali di pubblico intrattenimento, nonché filmate e rese visibili su Facebook, con la conseguente amplificazione dell’allarme sociale suscitato dall’evento, ha attivato e istruito il procedimento conclusosi con l’emanazione dei provvedimenti».

I divieti di accesso e avvicinamento ai locali, adottati per la prima volta nella provincia di Pistoia, sono misure di prevenzione di competenza del questore, nella sua veste di autorità provinciale di pubblica sicurezza, che rientrano nella categoria del “divieto di accesso ad aree urbane” (denominato Dacur), la cui disciplina è stata modificata nel 2020, all’indomani dei tragici fatti che portarono alla morte del ventiduenne Willy Monteiro Duarte.

La violazione del provvedimento è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 8mila a 20mila. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web