Sicurezza
Giovani in missione in Bosnia Erzegovina come operatori di pace
PESCIA. La Caritas diocesana di Pescia si appresta a rinsaldare i suoi legami con la Bosnia Erzegovina. Dal 23 al 25 luglio si terrà, infatti, a Firenze, nell’Istituto Salesiano di via Gioberti, un incontro finalizzato a programmare le modalità del prossimo “gemellaggio comunitario”. Si tratta di un progetto rivolto ai giovani che vogliono toccare con mano le dimensioni dell’aiuto e dell’ascolto, in una parte del mondo così complicata come, appunto, la Bosnia Erzegovina.
Il progetto vede coinvolte la Caritas diocesana di Pescia, di Firenze e di Massa Marittima – Piombino. La delegazione Caritas Toscana sovraintenderà al progetto che vedrà la partecipazione di 25 giovani, provenienti dal mondo dell’Università, del lavoro e dell’associazionismo. A introdurre i futuri “operatori di pace” in quella che sarà la loro missione, provvederanno anche alcuni giovani che, negli anni passati, hanno partecipato a una analoga esperienza. Toccherà a loro dare una testimonianza diretta di ciò che troveranno nella nazione nata negli anni Novanta.
Antonino Ruggiero, operatore della Caritas diocesana di Pescia e referente area giovani, è fra gli organizzatori e i formatori dell’iniziativa che si terrà a Firenze, che mira a creare tra i ragazzi che si apprestano a far rotta per la Bosnia quel clima di fratellanza comunitaria che poi loro stessi dovranno trasmettere alla popolazioni con cui entreranno in contatto. Fra i partecipanti al meeting di formazione, tre sono provenienti proprio dalla Diocesi di Pescia. Si tratta di Giulia Verreschi, Matteo Sordi e Domenico Basile. Da segnalare che, nel gruppo degli aspiranti partenti verso la Bosnia, ci sono anche due giovani seminaristi, che potranno così approcciarsi a una realtà ecclesiale particolare dove il cattolicesimo convive a stretto contatto con il cristianesimo ortodosso e con l’Islam. «I tre perni di intervento Caritas – ci dice Antonino Ruggiero – sono poveri, Chiesa, mondo. Il nostro modo di agire è assolutamente inclusivo». La “missione” dei volontari Caritas si snoderà anche a Mostar, Banja-Luka e Stup. Verrà visitato anche il Centro pastorale giovanile Giovanni Paolo II. –
Giancarlo Fioretti
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