Sicurezza
«Ho rinunciato a Wembley ho capito che era pericoloso»
La testimonianza di un sommelier di montecatini a londra
Montecatini. Per i lavoratori italiani in Inghilterra, lontani da tempo dal suolo natio causa pandemia, il trionfo azzurro ha avuto un sapore speciale. Tuttavia, a guastare la festa degli emigranti sono stati gli alcolizzati e delusi sostenitori dei Bianchi, come spiega Andrea Rinaldi, bagnaiolo della Rocca – nome sacro del “beverage” londinese, presidente della UK Sommelier Association – che negli ultimi 30 anni ha lavorato nei migliori hotel e ristoranti di Londra, servendo la Regina Elisabetta al Commonwealth Club. È stato anche insignito dal Presidente della Repubblica della Stella al Merito del Lavoro.
Una persona che deve molto al Paese che lo ha “adottato” professionalmente. Ma al cuor non si comanda quando sente l’inno di Mameli e in campo ci sono gli azzurri. Dopo aver visto l’Italia a Wembley contro Austria e Spagna, Andrea era alla ricerca disperata del biglietto per la finale e domenica si è recato, molto prima del fischio d’inizio, in zona-stadio per la “mission impossible”.
L’atmosfera intanto si era surriscaldata. «Le frange più violente e meno sobrie degli hooligans londinesi – dice – hanno tentato di forzare i blocchi agli ingressi. Ho capito che non era aria anche perché il viale principale era coperto di lattine. Allora ho deciso di gustarmi la finale in una pizzeria italiana poco distante».
«È stato bello ugualmente – continua – in mezzo a gente col tricolore non solo sulle spalle. Il bar di fianco all’enorme centro commerciale, e vicino alla pizzeria, era però zeppo di supporter dei bianchi. Dal vetro ci hanno visto esultare e si sono avvicinati non certo per farci i complimenti. Il titolare ha subito chiuso la porta a chiave e avvisato le forze dell’ordine. Per fortuna non hanno tardato ad arrivare perché la situazione poteva precipitare. Dopo un’ora buona ho potuto lasciare il locale per tornare a casa. Per fortuna sono pratico della città perché nel frattempo la polizia aveva chiuso a scopo precauzionale le stazioni della metro in prossimità di Wembley. Una camminata di 10 km, senza ulteriori problemi. Allo stadio, ad altre persone che conosco, è andata peggio. Diciamo che l’organizzazione britannica qualche pecca stavolta l’ha avuta». –
Roberto Grazzini
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