Sicurezza
«La volta che piantai il ministro sotto casa»
Vladimir Luxuria al Tettuccio si racconta sin da quando da giovanissima si vestiva da donna di nascosto
MONTECATINI. Quella volta che «ho lasciato il ministro perché era venuto con l 'auto blu sotto casa mia a suonare il campanello». Vladimir Luxuria, ospite di “Acqua in bocca (ma non troppo)” alle Terme Tettuccio di Montecatini per il ciclo “Vite Vissute”, intervistata dalle giornaliste Ilaria Bonuccelli e Simona Peselli ha raccontato i segreti della sua carriera. Da quando, giovanissima, scopre il suo orientamento sessuale e si scontra con la realtà bigotta di Foggia. In famiglia trova complicità con le sorelle. «Da ragazzina mi prestavano i loro abiti – racconta Luxuria –uscivo e li indossavo in una cabina telefonica».
La voglia di riscatto, la nuova vita a Roma, la laurea in lingue, la direzione artistica alla Muccassassina. La parentesi parlamentare, l 'impegno politico e il desiderio di giustizia per tutte le persone diverse. «Quelle che mi giudicavano e mi chiamavano “ricchione” – spiega – erano le stesse che di nascosto mi chiedevano di appartarsi con me».
Il ddl Zan. «Abbiamo bisogno che venga approvato – chiosa Luxuria – lo dobbiamo a tutti i giovani che vorrebbero ancora credere che la politica può difendere la dignità di ogni essere umano».
«Vorrei che quando i parlamentari il 13 luglio andranno a votare il ddl Zan a scrutinio segreto – continua Luxuria – dovendo pigiare il tastino verde, oppure il rosso, lo facciano pensando con la testa. E non per appartenenza a un partito. Non vorrei mai che un politico di quelli che si oppone a questa legge, e che si batte per non farla passare, un domani si trovi davanti a un nipote di sedici anni che torna a casa da scuola in lacrime perché offeso, o aggredito, e non lo possa difendere, perché non esiste una norma che lo tutela. Al momento del voto devono pensare come se fossero padri, zii, nonni».
Pubblico attento e curioso. Un 'insegnante di scuola ha sollevato il problema delle proteste ricevute quando, in classe, si affrontano temi come il genere e la transessualità. Argomenti di cui ormai si parla sempre più diffusamente e che attraggono l’attenzione di una platea sempre più vasta, consapevole che i tempi ormai sono maturi per fare una profonda riflessione rispetto agli aspetti sociali che tali scelte implicano.
La manifestazione “Acqua in bocca (ma non troppo)” quest’anno è organizzata in collaborazione con l 'ufficio Cultura del Comune di Montecatini. Ingresso è libero per il pubblico. —
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