Sicurezza
L’aiuola diventata dormitorio scatena la polemica sul web
Cartoni usati come materassi tre uomini trascorrono ormai da qualche tempo la notte e parte della mattinata davanti a Santa Maria Assunta
montecatini. La foto che ritrae tre senzatetto che dormono di gusto sulle aiuole retrostanti la Basilica di Santa Maria Assunta sta facendo letteralmente il giro del web. Adagiati su cartoni da imballaggio, usati come improvvisati materassi, i tre sono soliti ormai trascorrere la notte e le prime ore della mattina all’ombra della chiesa, incuranti di costituire, con la loro presenza, un vero e proprio “attentato” al decoro.
«So benissimo che alcuni benpensanti – ci dice Antonino Ruggiero, responsabile della sede di Montecatini della Caritas diocesana – ci accusano di favorire indirettamente questa situazione. Forse la presenza della mensa di solidarietà in pieno centro, a due passi dal salotto buono della città, dà fastidio a molti. Vorrei comunque far notare che, in questo periodo, la mensa è chiusa, per cui collegare questo episodio con il presidio della Caritas mi sembra davvero inopportuno».
Fatto sta che con il passare dei giorni il gruppetto di senzatetto continua a dormire sotto le stelle, suscitando la perplessità dei passanti e non solo.
«Ogni mattina, intorno alle 8, passiamo di qua per recarci in ufficio. La scena è sempre la stessa. Tre o, talvolta, anche più persone dormono nelle aiuole, occupando uno spazio che non è certo destinato a questo scopo» raccontano due impiegate di banca che lavorano in zona e che, pur non lamentando alcun episodio spiacevole, non si sentono più tanto sicure nel percorrere lo stretto tratto di strada che unisce via Garibaldi a Piazza del Popolo, dove si trovano appunto le aiuole che si sono trasformate in dormitorio.
Ed è proprio facendo leva sull’aspetto della sicurezza e del decoro che, in molti, stanno esprimendo su facebook il loro dissenso verso l’attuale giunta, facendo infuriare l’assessore alla Sicurezza Emiliano Corrieri, che non ci sta a essere tirato in causa anche per questa vicenda.
Intanto il dibattito in rete si infiamma. —
Giancarlo Fioretti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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