Sicurezza
Telecamere implacabili con gli incivili dei rifiuti
La rete di “occhi” del Comune non dà scampo a chi abbandona la spazzatura Multa di 100 euro e verifica sui pagamenti della Tari. «Malcostume in crescita»
Luca Signorini
Monsummano. Che sia giorno o notte, alla telecamera non sfugge nulla. Si vedono chiari i volti e il colore degli occhi, si leggono i numeri di targa, con lo zoom perfino la marca dell'orologio al polso. È così che il Comune di Monsummano combatte coloro che abbandonano i rifiuti dove non dovrebbero, piaga diventata più frequenta in seguito all'introduzione della raccolta porta a porta, avvenuta a fine 2012. Tre telecamere mobili (autonomia di 72 ore) e 25 fisse sono piazzate per lo scopo. Poi il trasgressore viene convocato al comando della polizia municipale, gli viene mostrata la foto in flagranza di reato, e presentata all'istante una contravvenzione da 100 euro. Cifra non troppo esosa nella speranza che l'incivile saldi subito il dovuto. Il controllo della posizione prosegue con l'invio del nominativo all'ufficio tributi. Gli impiegati interrogano un database per sapere se la persona è in regola con il pagamento della Tari oppure risulta morosa e indietro con le rate.
«Non passiamo sopra all'abbandono dei rifiuti, è una battaglia sulla quale abbiamo investito e che mettiamo in pratica ogni giorno», sottolinea l'assessore all'ambiente Libero Roviezzo. Sono più di una ventina le sanzioni elevate da gennaio, erano state in tutto 32 lo scorso anno. «Sempre più spesso si verifica il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni genere in alcune zone della città che, puntualmente, divengono oggetto di gesti di inciviltà da parte di coloro che dimostrano di non avere a cuore il proprio territorio – scrive Franco Magrini, comandante della municipale – L'amministrazione ha grande attenzione per far sì che il territorio di Monsummano non diventi una discarica a cielo aperto. Gli abbandoni si verificano spesso in aree periferiche dove, in mancanza dei tradizionali sistemi di videosorveglianza, gli “sporcaccioni” trovano luoghi isolati per potersi liberare di rifiuti ingombranti ma anche pericolosi. Una brutta abitudine che non solo deturpa il decoro del territorio, ma costa. E anche parecchio. Individuare i responsabili degli abusi consente al Comune di fare educazione in questo senso e di risparmiare molti soldi per la pulizia e il recupero». Aggiunge Roviezzo: «Gli abbandoni sono frequenti non solo nella zona del Fossetto e in aperta campagna, ma anche nei quartieri densamente abitati, dove si trovano grandi palazzi. A gettare la spazzatura ci sono persone non iscritte ad Alia, dunque evasori totali della tassa dei rifiuti, e residenti in comuni vicini. Ma anche contribuenti che pagano regolarmente la Tari e forse non sono a conoscenza che la tariffa rimane invariata e gettare i sacchi neri in un fosso non porta a nulla, se non un problema di inquinamento ambientale». Le immagini scattate sono nitide e non lasciano spazio a interpretazioni. Un uomo scende da un'auto bianca e si vede scaraventare nella vegetazione un televisore grigio vecchio modello. Un altro ha il bagagliaio aperto: dentro ci sono 4 o 5 sacchi bianchi che finiranno nella scarpata. C'è anche chi nasconde l'immondizia dietro ai cassonetti degli abiti usati o a una campana verde per il vetro. Tentativo inutile. La telecamera fa click. Occhio dunque. —
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