Sicurezza
Di Caro: «L’acqua del rubinetto di casa è sicura»
La sindaca di Monsummano ha ricevuto rassicurazioni da Acque Spa dopo i rilievi effettuati nei giorni scorsi all’acquedotto pubblico
MONSUMMANO. «L'acqua che arriva al rubinetto di casa è potabile, le analisi dimostrano che i valori sono tutti nella norma». Lo dice la sindaca di Monsummano Simona De Caro, che in questi giorni ha ricevuto rassicurazioni da Acque Spa dopo i rilievi effettuati all'acquedotto pubblico che serve la città. L'attenzione è massima su una questione che la lista civica “Ci Siamo” ha portato nell'ultimo consiglio comunale. Una discussione però rimandata per permettere ai consiglieri di leggere le carte e valutare i dati forniti dal gestore del servizio idrico, che periodicamente preleva campioni e li analizza. Il dibattito si terrà nella prossima riunione.
«Le analisi vanno bene, tutto è in regola. Non ci sono difformità sull'acqua», ribadisce la sindaca. Il tema non viene fuori a caso ma è conseguenza di una situazione emersa all'inizio del 2020: quella dei pozzi privati contaminati da trielina e cloruro di vinile, concentrati soprattutto nella zona di Grotta Parlanti, lungo il fosso Candalla, tra l'ex tribunale di via Cavour e il quartiere della Colonna, al confine con Pieve a Nievole. In questo caso l'inquinamento è accertato, da un anno e mezzo ci sono infatti due ordinanze per vietare l'utilizzo dell'acqua a fini potabili in un'ampia area che dalla Francesca Nord arriva ai margini della zona industriale cittadina, passando per via Cavour, via Risorgimento e via Empolese. L'indagine di Arpat ha interessato una novantina di pozzi privati a uso domestico, principalmente per scopi igienico-sanitari. Le concentrazioni di solventi clorurati sono in crescita dal 2016 e hanno superato i limiti di legge. Dunque sono pericolose per la salute.
«La collaborazione è stretta tra Asl, Acque Spa, Arpat e Genio Civile – rassicura De Caro – comunque le ordinanze restano in vigore». Questo perché le analisi dell'Agenzia per la protezione ambientale sono in corso: l'obiettivo è trovare la fonte dell'inquinamento e inchiodare gli autori dello sversamento nocivo che ha finito per contaminare i pozzi. Si prefigurerebbe un reato ambientale e un obbligo di bonifica su una vasta superficie. Ma ancora i responsabili non sono stati individuati con certezza. La vicenda provoca allarme in città ed è per questo motivo che la lista civica ha chiesto lumi anche sulla qualità dell'acqua pubblica che serve la zona. L'acquedotto per fortuna non desta preoccupazioni, a differenza dei pozzi privati. —
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