Attenzione
Manovra per abbattere gli aumenti della Tari
Il Comune stanzia 446mila euro destinati alle famiglie, ai negozi e alle imprese. Presto i bandi per le agevolazioni
Una manovra da 446.796 euro per contenere gli aumenti della Tari, quantificati in oltre il 6 per cento per i contribuenti di Monsummano. Il Comune ha già espresso parere contrario (insieme ad altre 17 amministrazioni) al piano finanziario della raccolta rifiuti passato nell'ultima assemblea di Ato Toscana Centro, che interessa le province di Firenze, Prato e Pistoia.
L'incremento del costo complessivo del servizio a livello di area (per il 2020 e il 2021) è pari a 24 milioni di euro per il 2020 e altri 20 milioni per quest'anno. Monsummano passa da 3,3 milioni di euro a 4,2, quasi un milione di aumento che andrà a finire in bolletta (il 36,73 per cento in più rispetto al 2019). Per dare una mano alle famiglie e alle imprese – segnate nell'ultimo anno e mezzo dalla pandemia, da restrizioni e chiusure – l'amministrazione investe molti denari su agevolazioni e riduzioni della tassa sui rifiuti. In particolare, una cifra di 82.398 euro servirà per decurtare il conguaglio Tari relativo all'anno 2020. Per le utenze domestiche, poco più di 117.000 euro sono destinati alle famiglie con Isee fino a 16.000 euro, a questa cifra si somma il fondo di 45.000 euro stanziato ogni anno. Per abbattere la tariffa delle utenze non domestiche – negozi, ristoranti e attività in genere – ci sono 200.000 euro a disposizione. I bandi ai quali partecipare per ottenere le agevolazioni si apriranno nelle prossime settimane, dopo che l'ultimo consiglio comunale ha ratificato i provvedimenti. «Ci sarà quest’anno un aumento di costi che rimarrà nei limiti previsti da Arera (l'Autorità di regolazione del mercato, nda), ma che non risolve una situazione che dovrà essere smaltita in qualche anno e quindi richiede una sterzata immediata nel contenimento dei costi», scrive il Comune, che annuncia la nascita di una commissione «pronta sviscerare nel dettaglio le voci del Piano economico finanziario».
Gli aumenti nel conto di Ato e dunque nella bolletta da pagare hanno diverse ragioni, come fa sapere la stessa Autorità di ambito. Ci sono i conguagli non riscossi nel 2018 e 2019 e le spese per le trasformazioni dei rifiuti conferiti, poi l'aumento dei prezzi di accesso agli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dell'immondizia, «a causa della necessità di ricorrere al mercato per carenze impiantistiche, determinate dalla mancata attuazione delle previsioni contenute nel piano regionale e nel piano di ambito». Per fare un esempio, nelle tre province solo la discarica del Fossetto a Cintolese e quella di Montespertoli (Firenze) lavorano gli scarti indifferenziati, escluso il trattamento dei rifiuti speciali. Sono così spiegati gli incrementi della Tari. I numeri non mentono. Per una persona che vive da sola, la parte fissa della tariffa passa da 1,10 euro a metro quadro a 1,21, per una coppia da 1,20 a mq a 1,32, per una famiglia di tre persone da 1,30 a 1,43 euro. C'è un decremento invece nella tariffa della parte variabile, ma che non compensa i maggiori costi da sostenere per una tassa rifiuti mai così cara. —
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