Finanza
Terme, il Comune accelera per l’assemblea dei soci
Montecatini. L’assemblea dei soci delle Terme per deliberare l’aumento di capitale verrà convocata entro pochissimi giorni, non appena Comune e Regione saranno pronti con i rispettivi atti deliberativi. Parola del sindaco Luca Baroncini che, a proposito della privatizzazione che al Movimento 5 Stelle proprio non vuole andare giù, ha chiarito: «L’amministrazione è da sempre favorevole all’ingresso di soci e capitali privati, anzi è auspicabile che ciò avvenga per poter effettuare gli investimenti necessari al rilancio della società e della città. Il Comune sicuramente, e la Regione se vorrà, resteranno comunque soci di minoranza proprio per garantire il controllo delle scelte straordinarie e la realizzazione degli investimenti che dovranno essere oggetto di un piano industriale condiviso con le categorie e con la città. L’amministratore sta lavorando per trovare la miglior via in questo senso».
Lunedì sera in consiglio comunale è stato approvato all’unanimità un documento di indirizzo presentato dal consigliere M5S Simone Magnani. Un testo che, di fatto, non va (secondo l’amministrazione) in contrasto con la possibile privatizzazione in caso di buon esito della richiesta di aumento di capitale. Sarebbe anzi d’aiuto anche al privato un intervento del ministero a supporto della salvezza e del rilancio della società. Tenere d’occhio, insomma, anche un “piano B”, che comunque potrebbe integrare e supportare il processo di possibile, e secondo il sindaco auspicabile, privatizzazione tracciata dagli indirizzi dei due soci.
«Come M5S – ha affondato Magnani – siamo da sempre contrari alla privatizzazione. Le Terme sono un bene universale e spetta al “pubblico” garantirne tutela ed accessibilità. Due anni di totale inattività amministrativa da parte dei soci ci hanno portato alla situazione attuale. La società è ormai oltre il punto di non ritorno. Non possiamo precludere niente. Ma il bando per trovare capitali privati non ci convince. Si poteva fare tanto, con nove milioni di euro in cassa che oggi non ci sono più. Ma il passato è alle spalle, se i soci confermano la strada del bando è fondamentale che sia il consiglio a dettare linee di tutela. Riteniamo una strada senza sfondo quella che è stata intrapresa, abbiamo chiesto di provare con il salvataggio pubblico e l’unico soggetto in grado di attuarlo, a questo punto, è il governo tramite i propri ministeri. Le Terme di Montecatini possono segnare il rilancio di tutta la provincia e una forte propulsione alla Regione. L’alternativa è un futuro che nessuno di noi si augura di dover scoprire». —
Giovanna La Porta
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