Sicurezza
Comune a fianco dei genitori per “salvare” il tempo pieno
La scuola Leonardo da Vinci ha le iscrizioni in regola ma non ci sono insegnanti sufficienti. La sindaca scrive all’Ufficio scolastico
Pieve a Nievole. Le famiglie hanno un alleato in più – il Comune – nel tentativo di far attivare, da settembre, una classe di prima elementare a tempo pieno alla scuola “Da Vinci” di Via Nova. La sindaca di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti ha infatti scritto una lettera, “dai toni cortesi ma molto decisi”, all'Ufficio scolastico regionale.
“La richiesta di una nuova sezione a tempo pieno viene da una circostanziata istanza di diversi genitori, che è partita a dicembre e che, come amministrazione comunale, condividiamo pienamente e abbiamo appoggiato fin da subito”, spiega la sindaca.
“I motivi alla base di questa esigenza sono concreti e reali e facilmente riscontrabili – aggiunge – in questa fase di emergenza sanitaria, ora che l’economia comincia a riprendere con enorme fatica, sono molti quelli che hanno perso il lavoro e si devono barcamenare in lavori discontinui e saltuari. Avere quindi l’opportunità di potere lasciare i figli a scuola rappresenta, oltre che un'occasione didattica, anche una sicurezza per le famiglie. Inutile infatti stracciarsi le vesti perché c’è il calo demografico e poi non venire incontro alle famiglie con figli, almeno con un tempo prolungato a scuola”.
Le istituzioni scolastiche, in alcuni incontri informali, hanno giustificato la decisione di non creare la sezione a tempo pieno – nonostante le 20 pre-iscrizioni formalizzate a inizio anno, quando il minimo di legge è 15 – per carenze di organico e ridotto budget disponibile. “Non entro nel merito di realtà diverse da quella di cui mi occupo – va avanti Diolaiuti – ma invito chi ne ha la titolarità a ragionare in termini più ampi di un calcolo numerico e dalla occupazione di caselle. In gioco ci sono tante famiglie che avrebbero notevole beneficio da un provvedimento per il quale ci sono, almeno a livello strutturale, tutte le condizioni per farlo”.
Se le rimostranze non riuscissero a cambiare la situazione, venti famiglie saranno costrette a iscrivere i propri figli (sempre che trovino posto) in classi a tempo pieno dei comuni vicini, Monsummano o Montecatini. —
L.S.
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