Sicurezza
Da oggi i lavori sulla vetta della “Torraccia”
La ditta incaricata dal Comune di Pescia dovrà togliere mattone dopo mattone partendo dalla cima del manufatto
Pescia. Cominceranno oggi pomeriggio i lavori di “smontaggio” delle parti a maggior rischio crollo sulla sommità della torre del Molinaccio, alta 18 metri, bastione edificato nel 1300 che segna il confine tra Uzzano e Pescia. Dalle 9 alle 16,30 Enel procederà a un’interruzione di energia elettrica nella zona, «in modo da “sezionare” la linea e garantire lo svolgimento in sicurezza dei lavori», sottolinea il sindaco di Uzzano, Dino Cordio, che segue da vicino la situazione.
Nei dintorni della Torraccia i fili aerei della luce saranno insomma privi di tensione per il periodo di avanzamento del cantiere, che secondo il progetto dovrebbe durare due settimane. L’azienda incaricata “d’ufficio” dal Comune di Pescia – che si occupa dell’intervento e coprirà i costi, più o meno 100mila – lavorerà su una piattaforma elevatrice con cestello. Da là sopra gli operai e i tecnici – con lente di ingrandimento alla mano – procederanno con una tecnica che in edilizia è definita “rimozione controllata di elementi costruttivi”. Insomma mattone dopo mattone: quelli precari e a rischio cedimento verranno in pratica fatti sparire. Intorno al 10 luglio, se non ci saranno intoppi, l’opera dovrebbe essere terminata. E potrebbe dunque riaprire al traffico la via provinciale Francesca Vecchia, chiusa da mercoledì 9 giugno nel tratto tra il ponte degli Alberghi e via Parri.
Quel pomeriggio dalla copertura della torre del Molinaccio – a causa di incuria e agenti atmosferici – si staccarono alcune tegole e calcinacci. Per sicurezza, la Provincia di Pistoia e i vigili del fuoco decisero di vietare il passaggio di auto e pedoni nei pressi della struttura considerata a rischio crollo. Un disagio non da poco per i residenti e le attività della zona, che negli ultimi due anni hanno dovuto subire prima la chiusura del ponte degli Alberghi, e poi tutte le ripercussioni portate dalla pandemia.
Adesso è una corsa contro il tempo per consolidare la torre e riaprire la strada. Il Comune di Pescia si è preso l’onere del lavoro dopo il via libera della Soprintendenza ai beni storici, che dal 1974 ha messo sotto tutela il bene ma nei fatti l’ha abbandonato. In seguito gli uffici avvieranno una pratica per la rivalsa dei soldi spesi nei confronti dei privati proprietari della Torraccia – la famiglia fiorentina dei Rastrelli Granchi – che hanno già comunicato di non aver intenzione di coprire il costo dell’opera. –
Luca Signorini
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