Il Tirreno

Montecatini

l’arte in comune 

Al museo Mo.ca arrivano altre opere e non solo di grafica

Giancarlo Fioretti
Al museo Mo.ca arrivano altre opere e non solo di grafica

Al lavoro un pool di ex docenti ed accademici in aiuto alla ricerca di dipinti per la sezione “Florilegio italiano”

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Giancarlo Fioretti

MONTECATINI. Il Museo d’Arte Contemporanea di Montecatini (Mo.ca) continua a registrare nuove acquisizioni, sia per quanto riguarda la grafica d’arte, sia per la pittura. A condurre in prima persona quest’opera di accrescimento del patrimonio artistico cittadino è direttamente l’assessore alla Cultura, Alessandro Sartoni, che da qualche mese sta vestendo i panni del novello Indiana Jones alla ricerca dell’arte nascosta. «Ho ricevuto la delega alla Cultura lo scorso ottobre – ci dice – e sin dal primo momento ho ritenuto opportuno occuparmi fattivamente delle sorti del Mo.ca, che ritengo essere una delle principali eccellenze cittadine. Sfruttando le mie conoscenze nel mondo artistico e culturale toscano, sono riuscito a contattare, in primo luogo numerosi grafici d’arte e incisori, che hanno accettato con entusiasmo di donare parte delle loro opere al nostro museo. Questo è accaduto, principalmente, per il forte richiamo che ha il nome della nostra città, nota nel mondo».

Artisti del calibro di Franco Mauro Franchi, Gianni Cacciarini, Vairo Mongatti, Andrea Granchi, Rodolfo Ceccotti, hanno accettato di destinare parte della loro produzione artistica alle sale del Mo.ca, certi che il pubblico che verrà a visionarle potrà provenire da ogni angolo del pianeta.

«Questa mia attività di acquisizione – continua l’Assessore Sartoni – mi ha poi portato a fare la conoscenza anche di persone dall’indubbio fascino culturale. In una bottega del quartiere fiorentino di Santa Croce mi sono imbattuto in Romano Masoni, uno dei più importanti incisori italiani, che pare essere giunto ai nostri giorni direttamente dall’ambiente alternativo degli anni Settanta».

Tuttavia, le opere giunte nella prima parte del 2021 al Mo.ca non sono tutte appartenenti alla categoria della grafica d’arte. Anche e soprattutto la pittura ha il suo spazio fondamentale, grazie alla nuova collezione “in divenire”’ denominata “Florilegio italiano” che conta di avere al più presto un respiro più ampio, quanto meno a livello nazionale.

«Per accostarci alla pittura – prosegue l’assessore – ci stiamo avvalendo della consulenza (a titolo gratuito) di un pool di ex docenti ed accademici dell’Accademia di Brera e delle Accademie della Belle Arti di Firenze e di Roma. Molti artisti, di ogni fascia di età, stanno donando le loro opere al Mo.ca. Da parte nostra, abbiamo dato loro ampie assicurazioni che le loro creature artistiche avranno da noi la massima valorizzazione possibile. Questo ha i indotto anche i figli del compianto maestro Umberto Buscioni a dirottare verso il nostro museo un quadro del padre, datato 1963. —

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